{"id":654,"date":"2011-02-01T04:09:09","date_gmt":"2011-02-01T02:09:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/?p=654"},"modified":"2011-02-13T03:56:10","modified_gmt":"2011-02-13T01:56:10","slug":"dal-conclave-di-bologna-alla-assemblea-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/dal-conclave-di-bologna-alla-assemblea-di-roma\/","title":{"rendered":"Dal Conclave di Bologna alla Assemblea di Roma"},"content":{"rendered":"<p>Bologna 29 e 30 gennaio.<\/p>\n<p>Una riunione istruttiva, direi. Chiarificatrice.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 lo stesso di quella di Torino: vedere se \u00e8 possibile fondare un nuovo soggetto politico che dia voce alle mille istanze inascoltate di questa Italia allo sbando.<\/p>\n<p>Se possiamo riavere una speranza, una idea di futuro migliore.<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/direzioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-659\" style=\"margin: 5px 10px;\" title=\"direzioni\" src=\"http:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/direzioni.jpg\" alt=\"\" width=\"370\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/direzioni.jpg 370w, https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/direzioni-300x266.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 370px) 100vw, 370px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Presenti circa 200 persone. La solita disposizione verticale dei posti. In posizione frontale, per\u00f2 invece del solito tavolo, un paio di divani.<\/p>\n<\/div>\n<p>Stile salotto televisivo. Ma l&#8217;aria non \u00e8 quella di &#8220;sedetevi e ascoltateci&#8221;. N\u00e8 in platea, e, devo dire, neanche sul palco.<\/p>\n<p>Chi introduce la giornata non sembra avere intenzione di occupare n\u00e8 fisicamente n\u00e8 politicamente la posizione frontale. Mi viene da dire forse pi\u00f9 per timore di scoprirsi che per piena e convinta disponibilit\u00e0. In platea c&#8217;\u00e8 l&#8217;aria di avere voglia di tirare pomodori a chiunque tenti di assumere una posizione &#8220;dominante&#8221;.<\/p>\n<p>Non entro nei dettagli. Bella l&#8217;introduzione di Michele Dotti, tutto dialogo, tolleranza, speranza, ma ancora non capisco come si proceder\u00e0.<\/p>\n<p>Alla fine si capisce che non l&#8217;ha capito nessuno. Si procede con una non-segreteria ondivaga. C&#8217;\u00e8 cos\u00ec tanto timore di dare l&#8217;impressione di voler dirigere le cose che quasi non si riesce ad andare da nessuna parte. Questo, in generale \u00e8 un errore: una cosa \u00e8 non voler imporre, un&#8217;altra \u00e8 non sapere chi fa il semaforo e con quale criterio.<\/p>\n<p>Assemblearismo e centralismo portano ad analoghi risultati: hanno spazio quelli che &#8220;contano&#8221; e non necessariamente perch\u00e8 sono rappresentativi.<\/p>\n<p>In un caso perch\u00e8 lo decidono i conducator e non sono previste modalit\u00e0 per modificare le loro scelte. Nell&#8217;altro perch\u00e8 emergono quelli che hanno carisma, o che strabordano di testosterone e di ego, e non c&#8217;\u00e8 nessuna scelta da modificare. Risultato: si dice &lt;&lt;interventi di tot minuti&gt;&gt; ma poi quasi nessuno rispetta quei tempi e qualcuno risulta pi\u00f9 uguale degli altri.<\/p>\n<p>Le insofferenze prendono a turno ora questi ora quelli a seconda della palatabilit\u00e0 soggettiva dell&#8217;oratore.<\/p>\n<p>Vabb\u00e8, tra mille oscillazioni e qualche caduta di stile, per\u00f2, nonostante tutto, il confronto cresce. Non siamo venuti l\u00ec per niente. Si vuole capire. E piano piano si capisce anche il perch\u00e8 di tanta indefinitezza. A parte la motivazione, magari positiva, di non imporre visioni calate dall&#8217;alto (ma all&#8217;infinito?), a mio parere nasceva anche dal timore di scoprire che certi nodi potevano non essere risolti. Particolarmente quello delle alleanze. con i partiti della casta. Ma non si pu\u00f2 restare indefiniti all&#8217;infinito, e non a caso la riunione era stata definita un conclave.<\/p>\n<p>C&#8217;era bisogno di affrontare la questione. E la questione scoppia. Tutto sommato con toni non esagerati, ma forti e chiari: I movimenti civici ed ecologisti del territorio NON vogliono, nemmeno lontanamente, cercare alleanze con nessuno dei partiti di destra di sinistra o di centro che siano. nemmeno e tantomeno per tattiche elettoralistiche. Espressioni come &#8220;mai con la casta&#8221;, &#8220;partecipazione&#8221;, &#8220;democrazia diretta&#8221;, si ripetono frequentemente negli interventi, La parola pi\u00f9 citata \u00e8 &#8220;metodo&#8221; .<\/p>\n<p>La grande maggioranza dei presenti (e si capisce anche degli assenti) \u00e8 piuttosto alla ricerca di una qualche forma organizzativa che elimini o almeno riduca il rischio di diventare come loro.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che se non c&#8217;\u00e8 spazio per nessun partito pi\u00f9 o meno coinvolto nel meccanismo della casta, non c&#8217;\u00e8 spazio nemmeno per i verdi ( o quel che ne resta) intesi come gruppo politico, non come singoli. Ovviamente. A questo si sommano da una parte vecchi rancori (specie di ex), dall&#8217;altra alcuni significativi sempiterni tentativi o illusioni di egemonia, pi\u00f9 individuali e isolate allucinazioni che giungono a vedere quella kermesse come l&#8217;occasione per la rifondazione del partito verde. (specie Boato)<\/p>\n<p>La questione, dopo due giorni intensissimi (la prima giornata \u00e8 finita alle 00.30)\u00a0\u00e8 comunque\u00a0finalmente chiara. Checch\u00e8 ne dica Giulietto Chiesa, (venuto come ospite e osservatore) il punto NON sono gli obiettivi, che ho sentito ribadire praticamente identici a torino come a firenze, e come a bologna, ma appunto le alleanze e ancor pi\u00f9 i metodi. I metodi per la gestione democratica interna e per la gestione della rappresentanza politica. Gli appassionati discorsi di Chiesa sulla emergenza, e sulla necessit\u00e0 di risposte forti e nette pena prossime catastrofi e guerre, sono belli e giusti, ma non possono tradursi nell&#8217;irrigidimento della struttura in vecchi modelli centralisti e neo leninisti. Sfugge a Chiesa che quella direzione \u00e8 esattamente la direzione che ha condotto alla degenerazione della democrazia (in verit\u00e0 alla sua ripetutamente abortita realizzazione): la perdita di sovranit\u00e0 del popolo, attuata appunto attraverso la delega di tipo rappresentativo e accentratorio.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 risolvere un problema con gli stessi metodi che lo hanno generato. IL problema \u00e8 proprio il metodo. E il metodo pi\u00f9 importante \u00e8 quello della democrazia.<\/p>\n<p>Adesso i movimenti civici, devono perfezionare questa protoanalisi. Individuato il problema centrale nella perdita della sovranit\u00e0, nella quasi assenza di democrazia (nelle istituzioni e nei partiti), occorre essere conseguenti e coerenti. Noi per primi non dobbiamo essere pavidi nel dispiegare tutte le potenzialit\u00e0 della democrazia. Se nelle istituzioni occorre inventarsi delle pratiche e degli strumenti alla luce delle costrizioni delle attuali norme (che \u00e8 quanto mai necessario modificare), al proprio interno si \u00e8 liberi di ricercare e praticare le pi\u00f9 ampie forme della democrazia diretta e partecipata. Bisogna avere il coraggio di sciogliere i nodi pratici organizzativi (forme, nomi, simboli, definizione di strutture, incarichi,..) correndo il rischio della democrazia.\u00a0Se non saremo capaci di farlo al nostro interno, come mai potremo sperare di farlo o anche solo proporlo, al nostro esterno?<\/p>\n<p>Occorre perseguire il principio che ognuno deve avere pari diritti di proposta, discussione, decisione, implementazione e verifica. Questi principi vanno praticati nella misura massima possibile dettata dagli strumenti (regolamentari e tecnici) disponibili e dalla efficienza degli stessi. Occorre comprendere che <a href=\"http:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/delega-e-dd-cosa-significa-laggettivo-diretta\/\"><span style=\"color: #000000;\">democrazia &#8220;diretta&#8221; non vuol dire che tutti fanno tutto<\/span><\/a>. Questa \u00e8 una banalizzazione svalorizzante, ignorante e ipocrita. Il punto \u00e8 il CONTROLLO sulla propria sovranit\u00e0 non la semplicistica esecuzione materiale personale. La delega \u00e8 un utile strumento (in certe occasioni inevitabile) che se affiancata da meccanismi di trasparenza,e sopratutto di REVOCABILITA&#8217; in ogni momento non \u00e8 perdita di sovranit\u00e0. Di pi\u00f9 di quanto lo sia delegare il tuo autista a condurti a un certo luogo. Occorre capire la natura vera della democrazia e perseguirla consapevolmente.<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\">\n<p>Occorre comprendere e accettare il fatto che la democrazia o \u00e8 di tutti o non \u00e8. Di tutti i cittadini. E quindi massima apertura ai singoli con tutto il patrimonio della propria identit\u00e0 personale. La democrazia \u00e8 anche di quelli che sostengono idee che non ci piacciono, purch\u00e8 la rispettino. Apriamoci, troviamo alleati anche in quei cittadini che sono diversi da noi ma accomunati dall&#8217;identico destino di non contare nulla come noi, purch\u00e8 anche loro ne accettino le regole interne e la vogliano all&#8217;esterno.<\/p>\n<p>E dovremo conquistarla la democrazia anche per tutti \u00a0quelli che oggi sono inebetiti dalle droghe mediatiche e che proprio perch\u00e8 senza alcuna possibilit\u00e0 di pratica di responsabilit\u00e0 e di potere decisionale ancor meno trovano motivo e stimolo alla partecipazione. Che partecipo a fare se poi non conto nulla? Ci vuole una mente sgombra e campo-indipendente per farlo lo stesso, ed questa \u00e8 la nostra funzione di illuminati (in senso zen) e di consapevoli. E non \u00e8 vero che il popolo somaro e bolso non capisce e si fa sempre infinocchiare.<\/p>\n<\/div>\n<p>L&#8217;intorpidimento viene dalla mancanza di alternative. Ma chiunque capisce che il rappresentante dovrebbe essere strumento della volont\u00e0 di chi lo elegge. Chiunque capisce che non pu\u00f2 essere lui a stabilire il suo stipendio ma chi lo elegge. Mostriamo che si pu\u00f2 fare sul serio, e si pu\u00f2 fare SUBITO (<a href=\"http:\/\/www.listapartecipata.org\"><span style=\"color: #000000;\">vedi il modello della Liste Partecipate<\/span><\/a>), diamo la possibilit\u00e0 di farlo sul serio e le cose cambieranno.<\/p>\n<p>A Roma il 26 e 27 febbraio La <a href=\"http:\/\/www.retedeicittadini.it\"><span style=\"color: #000000;\">RETE DEI CITTADINI<\/span><\/a> terr\u00e0 la sua assemblea nazionale. E&#8217; una grande occasione per accelerare un processo\u00a0 ormai in atto, e per mostrare nel vivo che la pratica di metodi democratici veri \u00e8 possibile e produttiva. Come <a href=\"http:\/\/www.democraticidiretti.it\"><span style=\"color: #000000;\">Democratico Diretto<\/span><\/a>, sono fiero di avere contribuito a questo progetto portando il patrimonio di riflessioni, ricerche, pratiche, metodi e strumenti frutto di pi\u00f9 di 15 anni di attivit\u00e0 intorno ai temi della democrazia e della partecipazione. Spero di ritrovare l\u00ec molti dei compagni di strada che a Bologna abbiamo capito di essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bologna 29 e 30 gennaio. Una riunione istruttiva, direi. Chiarificatrice. L&#8217;obiettivo \u00e8 lo stesso di quella di Torino: vedere se \u00e8 possibile fondare un nuovo soggetto politico che dia voce alle mille istanze inascoltate di questa Italia allo sbando. Se possiamo riavere una speranza, una idea di futuro migliore. Presenti circa 200 persone. La solita <a href='https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/dal-conclave-di-bologna-alla-assemblea-di-roma\/' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,4],"tags":[6,31,39],"class_list":["post-654","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-generica","category-politica","tag-democrazia-diretta","tag-partecipazione","tag-rete-dei-cittadini","category-3-id","category-4-id","post-seq-1","post-parity-odd","meta-position-corners","fix"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/654","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=654"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/654\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":658,"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/654\/revisions\/658"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}