{"id":27,"date":"2000-08-19T23:29:36","date_gmt":"2000-08-19T21:29:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/?p=27"},"modified":"2010-03-21T17:48:39","modified_gmt":"2010-03-21T15:48:39","slug":"rappresentanza-e-dd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/rappresentanza-e-dd\/","title":{"rendered":"Rappresentanza e DD(*)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Leggendo i messaggi di Bonacchi e di Forti ho deciso di cancellare un mio precedente post di risposta specifico e invece di tentare di dare una risposta se possibile piu&#8217; sintetica ed organica. In specie sul Concetto di Rappresentanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non e&#8217; affatto vero che la DD esclude il concetto di rappresentanza. Almeno nella mia visione, e devo dire anche nella visione internazionale prevalente di cosa sia o possa essere la DD. Diciamo che questo \u00e8 per lo meno argomento di discussione nel movimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni , che per comodit\u00e0 definisco &#8220;puristi&#8221;,  sostengono che la delega, mentre puo&#8217; essere inevitabile a livello esecutivo, a livellolegislativo deve essere evitata. Questo non significa che ogni cittadino \u00e8 obbligato a partecipare votando su tutto; la loro idea \u00e8 che quelli interessati ad una determinata questione saranno naturalmente spinti a partecipare e quelli che invece sono indifferenti all&#8217;argomento non parteciperanno. Di volta in volta il &#8220;corpo elettorale&#8221; si seleziona automaticamente sulla base dell&#8217;interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;argomento principale dei &#8220;puristi&#8221; \u00e8 che la delega di per s\u00e9 genera il terreno favorevole alla corruzione ed alla ricreazione di una classe politica &#8220;specialistica&#8221; separata dal popolo e probabilmenterimetterebbe in moto tutti i meccanismi di ricerca del potere noti alla DR.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione \u00e8 allora che cosa pu\u00f2 fare uno che pur interessato non possa, per ragioni di salute o di lavoro o insomma per una qualche impossibilit\u00e0, partecipare alla decisione (non solo alla votazione, ma anche alla discussione, elaborazione ecc.). La risposta, \u00e8 stata che allora si\u00ec, una delega \u00e8 possibile, purch\u00e9 sotto il pieno controllo del delegante ed in numero estremamente limitato; al limite consentendo la rappresentanza di una sola o comunque pochissime deleghe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi in definitiva la rappresentanza \u00e8 ammessa anche dai &#8220;puristi&#8221;, necessariamente per i compiti esecutivi, e, in forma molto limitata, per i compiti decisionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;altro estremo si collocano quelli che io chiamo &#8220;correttivisti&#8221;. Questi DD sostengono che ci\u00f2 che va fatto \u00e8 introdurre nel sistema DR dei correttivi che pur non alterando la struttura del sistema consenta al popolo di riapproriarsi, quando necessario, dei suoi poteri attraverso gli istituti del referendum di iniziativa e revisione. Insomma per questi il sistema della rappresentanza va benissimo, come norma, ma quello che non va \u00e8 che il popolo non possa, quando vuole, dire la sua bypassando la rappresentanza stessa. E&#8217; questa impossibilit\u00e0 che vanifica il principio che la sorgente del potere democratico \u00e8 il popolo e che quindi \u00e8 il popolo che deve avere l&#8217;ultima parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Direi che questa posizione somiglia molto a quella enunciata da Bonacchi con l'&#8221;enzima&#8221;: &#8220;la quantit\u00e0  di potere che gli elettori conferiscono ai propri rappresentanti \u00e8 sempre inferiore a quella che collettivamente riservano per s\u00e9&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le due posizioni di cui sopra, si colloca la mia. Che definirei come la posizione &#8220;possibilista&#8221; (o &#8220;flessibilista&#8221; tanto per continuare con gli &#8220;ismi&#8221;). Io ritengo che il sistema DD dovrebbe essere sufficientemente flessibile da consentire, a chi vuole, di occuparsi direttamente degli aspetti legislativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso tempo, la delega della propria volont\u00e0, nella mia visione, \u00e8 un *diritto*. Non solo nel caso di impossibilita&#8217;, ma anche nel caso in cui io semplicemente preferisca cos\u00ec. E&#8217; lasciata all&#8217;intelligenza dei singoli cittadini la possibilit\u00e0 di usare questo diritto. Ci\u00f2 che conta (ed \u00e8 fondamentale) \u00e8 che questa delega sia revocabile in ogni momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole nella mia visione delega e diritto di partecipare direttamente possono coesistere. Il cittadino pu\u00f2 delegare la propria fettina di potere democratico (in parte o tutta, e questo \u00e8 un altro concetto per me importante, ma che non tratter\u00f2 qua) e riprendersela in ogni momento senza bisogno di speciali procedure come quelle previste nel caso di referendum. Forse non tutti vorranno valersi sempre del diritto di partecipare direttamente, ma se anche un solo cittadino lo vuole fare ha il diritto di farlo. Tutto ci\u00f2 che tecnicamente \u00e8 possibile fare per realizzare questi principi occorre farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 tecnicamente realizzarsi questo? S\u00ec, e abbastanza semplicemente. Non scendo nei particolari (a disposizione per questo), ma ve lo descrivo rapidamente. Ovviamente un tale sistema pu\u00f2 realizzarsi solo con l&#8217;uso della telematica e dell&#8217;informatica, ma non pi\u00f9 complessa da usare di quella che utilizziamo per il bancomat.  Anzi questo sistema l&#8217;ho proprio chiamato Votomat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni cittadino avrebbe una sua scheda &#8220;votomat&#8221;. Attraverso l&#8217;uso di terminali di una rete dedicata (come per il bancomat o il lottomat o iltotomat ecc..) il cittadino puo&#8217; consultare l&#8217;elenco delle proposte dilegge da votare e votare direttamente. Oppure puo&#8217; attraverso lo stesso sistema delegare a qualcun altro parte o tutti i suoi poteri. In questo caso sceglierebbe da un menu che elenca i candidati disponibili quello cui delega. Ogni delegato avrebbe un suo &#8220;monte deleghe&#8221; e quando il delegato esprime il suo voto conterebbe per quante deleghe possiede in quel momento. Attraverso lo stesso sistema il cittadino potrebbe controllare come ilsuo delegato ha votato su specifiche leggi, magari quelle di suo maggiore interesse. (Questo presuppone che il voto delegato sia sempre palese). Attraverso lo stesso sistema il cittadino puo&#8217; in ogni momento revocare la sua delega e darla a qualcun altro o semplicemente riprendersi il suo diritto e partecipare direttamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo dovrebbe essere associato ad alcune caratteristiche generali del sistema istituzionale che, d&#8217;altra parte, tutti i DD richiedono e cioe&#8217;, in sintesi: la massima accessibilita&#8217; e trasparenza delle informazioni relative alla cosa pubblica, con l&#8217;uso delle reti tv, delle reti internet, di tutti i possibili media e chi piu&#8217; ne ha piu&#8217; ne metta. Il parlamento assumerebbe la funzione di luogo in cui gli esperti (scelti sempre direttamente con gli stessi principi) discutono,  appunto &#8220;parlano&#8221;, delle leggi e delle attivita&#8217; di governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto dovrei fare un lungo discorso anche sul diritto di espressione diretta della parola, il diritto di proposizione, cosi&#8217; come sul diritto ad autocandidarsi ai compiti esecutivi ecc. Ma per ora ve lo risparmio dicendovi solo che il principio della flessibilita&#8217; e della ricerca della possibilita&#8217; di espressione diretta della propria fettina di potere lo applico anche a questi altri diritti democratici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La posizione dei &#8220;correttivisti&#8221; e&#8217; vista dai &#8220;puristi&#8221; e dai &#8220;possibilisti&#8221; come uno stadio, un passo importante verso un sistema DD, su cui tutti i DD quindi trovano unita&#8217;. Nel momento in cui ci fosse quella possibilita&#8217; di intervenire direttamente sull&#8217;assetto istituzionale, probabimente le strade tra i DD si dividerebbero, ma per ora, quello e&#8217; un obbiettivo su cui tutti concordiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saluti corDDiali.Pino Strano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: xx-small;\">Tratto a un post sulla mailing lisr listadd scritto il 19\/8\/2000<\/span><span style=\"font-size: xx-small;\"> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggendo i messaggi di Bonacchi e di Forti ho deciso di cancellare un mio precedente post di risposta specifico e invece di tentare di dare una risposta se possibile piu&#8217; sintetica ed organica. In specie sul Concetto di Rappresentanza. Non e&#8217; affatto vero che la DD esclude il concetto di rappresentanza. 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