{"id":1551,"date":"2023-03-16T13:47:24","date_gmt":"2023-03-16T11:47:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/?p=1551"},"modified":"2023-03-16T14:48:35","modified_gmt":"2023-03-16T12:48:35","slug":"per-giocare-a-scacchi-bisogna-condividerne-le-regole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/per-giocare-a-scacchi-bisogna-condividerne-le-regole\/","title":{"rendered":"Per giocare a scacchi bisogna condividerne le regole"},"content":{"rendered":"\n<p>Non so se altri hanno letto <a href=\"https:\/\/www.planet360.info\/se-tutti-gli-italiani-come-i-russi-conoscessero-gli-scacchi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">queste considerazioni di Guido De Simone<\/a>, e ancor meno se qualcuno ha esplicitamente risposto alle questioni importanti che lui ha posto. Qui di seguito trovate le mie risposte alle sue domande.<\/p>\n\n\n\n<p>1) DOMANDA n. 1<br>La cosa pi\u00f9 razionale da fare \u00e8 forse continuare a DISPERDERE LE POCHE ENERGIE DISPONIBILI, (\u2026 omissisi\u2026).<br>La risposta \u00e8 un semplice: \u201cNo, non \u00e8 affatto razionale\u201d. La domanda in fondo \u00e8 un po&#8217; retorica, e prevede gi\u00e0 che si risponda di no. Per altro non conosco uno solo dei gruppi, organizzazioni, associazioni, partiti \u201calternativi\u201d e\/o antisitema, che non dicano la stessa cosa, riguardo alla necessit\u00e0 di non disperdere le forze. Tutti, sottolineano la necessit\u00e0 di unirsi, tranne che ciascuno intende \u201cdi unirsi a noi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>DOMANDA n. 2<br>Quale \u00e8 il problema chiave?<br>Guido, sostiene sia la mancanza di visibilit\u00e0. Io credo che questo non sia il primo problema ma forse il secondo. Come lui stesso evidenzia nella trattazione della prima domanda, c&#8217;\u00e8 un problema di mancanza di visione strategica. Io preferirei dire cos\u00ec: c&#8217;\u00e8 un problema di visione strategica parziale o monca.<br>E secondo me questa \u201czopp\u00eca\u201d \u00e8 collegata alla difficolt\u00e0 di costruzione di quella unit\u00e0 che tutti riteniamo necessaria.<br>Mentre c&#8217;\u00e8 una sostanziale comune visione sull&#8217;analisi della situazione geopolitica, sugli intenti del NWO, e persino sul alcune soluzioni genenrali e specifiche (recupero della sovranuit\u00e0 nazionale, uscita dalla UE, dalla Nato, ripudio dell&#8217;OMS, opposizione al 5G, modifica delle classi dirigenti), non tutti evidenziano la centralit\u00e0 della assenza di democrazia e di sovranit\u00e0 popolare che consente all&#8217;elite dominante di operare facilmente i suoi piani, e senza quasi opposizione.<br>Ma anche quei gruppi (e non sono tutti), che pure pongono il problema della mancanza di sovranit\u00e0 popolare e individuale (e quindi non solo nazionalle) nella formazione delle scelte del Paese, non si pongono un altro problema collegato a questo: il problema della struttura della stessa organizzazione che dovrebbe lottare per recuperare quella sovranit\u00e0 assente o perduta.<br>C&#8217;\u00e8 una assenza di analisi rispetto al ruolo che deve avere l&#8217;organizzazione politica che si prefigge di conquistare la sovranit\u00e0 popolare e democratica, e al peso fondamentale che ha la sua stessa struttura, i metodi secondo i quali si autoorganizza, nel determinare le chance di successo nel raggiungere gli obbiettivi che la struttura stessa si pone.<br>Questa sottovalutazione del metodo, rispetto al fine, \u00e8 l&#8217;origine di tutti i fallimenti dei passati tentativi, che hanno caratterizzato l&#8217;intera storia recente (e direi non solo) dei movimenti antagonisti e\/o alternativi al sistema. Buon ultimo il M5S.<br>La sottovalutazione del metodo, a mio parere, \u00e8 anche la causa principale della difficolt\u00e0 nella costruzione di una organizzazione unitaria, o almeno di un coordinamento efficace delle forze suddette.<br>Come posso \u201cfidarmi\u201d di una organizzazione che magari dichiara di cercare la sovranit\u00e0 popolare e l&#8217;instaurazione di una vera democrazia, che poi al suo interno non pratica quello che predica?<\/p>\n\n\n\n<p>E non \u00e8 solo un problema di astratta coerenza. Se la struttura che si prefigge di raggiungere il potere, per il popolo, contro la organizzazione piramidale imporsta dalle elite, \u00e8 essa stessa piramidale, le probabilit\u00e0 che questa struttura, priva di un reale ed efficace controllo della base, venga poi diretta dalle enormi forze del \u201cnemico\u201d nella direzione da esso voluta, sono altissime. Quasi pari alla certezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Per spostare le risorse e le forze di una organizzazione piramidale, nella direzione voluta, \u00e8 sufficiente al momento giusto avere il controllo del vertice della piramide. Ancora una volta l&#8217;esempio del M5S dovrebbe essere illuminante. Al di l\u00e0 dell&#8217;uso strumentale e retorico di espressioni come \u201cdemocrazia diretta\u201d, \u201cuno vale uno\u201d,ecc., il controllo del movimento era saldamente in mano a pochissime persone (Grillo, Casaleggio e pochi altri del cerchio magico). Per altro, paradossalmente, alla fine lo stesso Grillo \u00e8 stato scalzato dal vertice della piramide, in favore di un elemento ancor pi\u00f9 legato mani e piedi a chi aveva incoraggiato e sostenuto l&#8217;operazione di grillo, a partire dal suo ingaggio dopo l&#8217;evento del panfilo Britannia. Evento che ha segnato il punto di svolta e la fine del modello social-democratico italiano e dell&#8217;economia mista statale e privata, che aveva avuto anche successi eclatanti ed inaspettati.<\/p>\n\n\n\n<p>Sottolineo che, all&#8217;inizio, i primi \u201cpionieri\u201d si erano raccolti con qualche speranza attorno a grillo, proprio spinti dalla necessit\u00e0 di visibilit\u00e0 (che Guido ritiene il primo problema), ma che proprio anche le vicende del M5S dovrebbe rendere evidente, non \u00e8 per niente il primo problema.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema invece era, ed \u00e8, il controllo del movimento stesso, o della organizzazione. Il problema del controllo della base verso il \u201cvertice\u201d \u00e8 esattamente lo stesso che si pone nei contronti delle istituzioni del Paese da parte del popolo. Questo va risolto. Su questo occorre trovare soluzioni. Ma se non c&#8217;\u00e8 la volont\u00e0 di porsi il problema, le soluzioni non si trovano (pur potendole, almeno io, intravedere).<\/p>\n\n\n\n<p>Quando i \u201cpionieri\u201d suddetti, o almeno una parte di quei pionieri, posero la questione al movimento di Grillo, richiedendo uno statuto, o almeno delle regole esplicite e chiare su come ci si doveva organizzare, su come si discuteva, si potevano fare le proposte di azione, su come si potevano decidere in maniera partecipata e democratica \u201cdiretta\u201d, Grillo sollev\u00f2 anatemi. Prima con la scusa che non si doveva diventare un partito, e quei pionieri furono tacciati di essere (loro) degli arrivisti e cercatori di potere in cerca di creazione di unanuova casta. Poi con la scusa che bisognava protegger eil mvimento e garantire (col controlllo suo) che mai il moviemento avrebbe tradito. Realizzando la solita operazione di tacitazione operata col metodo di inversione della realt\u00e0, ultimamente diventata tipica delle schiere a sostegno del NWO. En passant, il bis pensiero \u00e8 una caratteristica costante della loro azione, forti del possesso di praticamente TUTTI i media di massa, o in quel caso, forte dell&#8217;esclusivo carisma di grillo, e della idiozia strategica di quei democratici diretti, che abbozzarono, pensando di poter comunque loro \u201cusare grillo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Fatto \u00e8 che senza un metodo organizzativo che strutturi una organizzazione non piramidale, dove il controllo sostanziale rimane ai membri che compongono la base del movimento stesso, si \u00e8 fatalmente destinati al fallimento.<br>Per questa ragione, io personalmente, MAI parteciper\u00f2 ad una qualsiasi organizzazione che non si pone questo problema.<br>E, dal versante opposto, \u00e8 per questo motivo, che i diversi gruppi non possono unirsi. Perch\u00e8 nessuno di questi \u00e8 disposto a rinunciare al ruolo di direzione, di vertice, cui loro aspirano (a volte, persino in buona fede).<br>Unirsi, democraticamente, \u00e8 possibile solo, se si accetta di correre il rischio della democrazia. Cio\u00e8 il rischio che se si attuano metodi e procedure democratiche esplicite e condivise, non \u00e8 pi\u00f9 garantito, che gli obbiettivi che ciascun vertice persegue, vengano accettati dalla base.<br>Tristemente, questo significa, che il desiderio di democrazia e di sovranit\u00e0 popolare, \u00e8 solo apparentemente accettato, e si pongono invece tutta una serie di presunti paletti, per proteggersi, con varie motivazioni, dalle degenerazioni. Seguendo lo stesso perverso schema, in fondo, dlela nostra costituzione, costruita, per mettere sotto tutela il popolo, di cui non ci si pu\u00f2 realmente fidare.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; l&#8217;elitismo che continua la sua esistenza anche nelle organizzazioni cosiddette antisitema, che in realt\u00e0, alla fine cos\u00ec soltanto propongono, nella migliore delle ipotesi, la sostituzione di una classe dirigente di traditori con un altra, che non si capisce perch\u00e8, dovrebbe essere refrattaria alle lusinghe del potere.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;accumulo di potere necessario, e che una organizzazione realizza, e per cui proprio \u00e8 necessaria una organizzazione, VA TENUTO SOTTO CONTROLLO, ab origine. Pena la eterna delusione finale.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, risolvere quei problemi di struttura e di metodo, non \u00e8 ancora la SOLUZIONE, ma questo \u00e8 propedeutico, ed esiziale. Senza questo, \u00e8 totalmente inutile combattere, pensando di cambire il sistema. Senza questo, mi spiace dirlo, ma il \u201cpassare all&#8217;azione\u201d come dice Guido, \u00e8 veramente una ennesima inutile e perniciosa perdita di tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, ci sono tutti i problemi, cui anche Guido si riferisce, e certamennte ai primi posti c&#8217;\u00e8, la mancanza di visibilit\u00e0, o meglio, come diceva il grande Giulietto Chiesa, il problema della informazione, fondamentale in ogni sistema e ancora pi\u00f9 in un sistema che voglia essere democratico. Purtroppo anche lui per\u00f2 sottovalutava, o non considerava, i problemi della struttura dell&#8217;organizzazione, o li risolveva secondo il modello leninista, con tutti i suoi pregi, ma anche con tutti i suoi grandi difetti. Non ultimo l&#8217;irrisolto problema della sovranit\u00e0 individuale, nel contesto della sovranit\u00e0 popolare. E sostanzialmente riducendo il problema dlel&#8217;unit\u00e0 delle forze antisistema, a un problema di \u201cegemonia\u201d sul movimento. Proprio quello nel quale siamo infognati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non so se altri hanno letto queste considerazioni di Guido De Simone, e ancor meno se qualcuno ha esplicitamente risposto alle questioni importanti che lui ha posto. 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