{"id":18,"date":"2007-10-24T01:42:54","date_gmt":"2007-10-23T23:42:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/?page_id=18"},"modified":"2020-04-23T14:31:00","modified_gmt":"2020-04-23T12:31:00","slug":"delega-e-dd-cosa-significa-laggettivo-diretta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/delega-e-dd-cosa-significa-laggettivo-diretta\/","title":{"rendered":"Delega e dd. Cosa significa l&#8217;aggettivo &#8220;diretta&#8221;?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il pi\u00f9 frequente dei commenti di chi sente parlare di democrazia diretta come sistema da applicare concretamente al governo della cosa pubblica, \u00e8 questo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;L&#8217;idea sembra buona, ma credo non sia applicabile nella sua forma piu&#8217; estrema perch\u00e9 se per ogni voto in parlamento io cittadino dovessi informarmi, discutere e decidere sarebbe un secondo lavoro e il tempo non basterebbe&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che la democrazia diretta consista nel fatto che tutti i cittadini devono votare sempre e su tutto \u00e8 una idea per lo meno &#8220;ingenua&#8221; o proprio sbagliata di dd.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8, dietro questa idea, il concetto che &#8220;diretto&#8221; vada inteso come &#8220;senza alcuna mediazione tra la mia volont\u00e0 e l&#8217;espressione efficiente della stessa&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A rigore, allora, non esiste niente di &#8220;diretto&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra volont\u00e0 ed espressione della stessa sempre esiste un &#8220;mediatore&#8221;. Fosse anche semplicemente il mio sistema muscolare che fa alzare la mano per votare si o no. O il pezzo di carta su cui scrivo con le mie manine sante il mio voto. Oppure anche il telefonino e tutta la rete telefonica attraverso cui invio l&#8217;sms col mio voto o la rete informatica e qualsiasi altro &#8220;mediatore&#8221; attraverso il quale io comunico la mia volont\u00e0 .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che \u00e8 sotteso al concetto di &#8220;diretto&#8221;, quindi, non \u00e8 l&#8217;assenza di mediazione, ma che la mediazione non alteri in alcun modo il messaggio che esprime-rappresenta la mia volont\u00e0 .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo in effetti, se uso solo il mio corpo come unico mediatore (per esempio votando per alzata di mano), \u00e8 quasi garantito. Dico quasi, perch\u00e9 esistono dei casi estremi in cui questo pure pu\u00f2 non avvenire. In certe patologie neurologiche, il soggetto pur volendo alzare la mano destra, non ci riesce, oppure addirittura alza l&#8217;altra mano. O volendo dire SI, invece dice NO, pur avendo chiarissima la volont\u00e0 si dire SI. In certi casi il soggetto si rende conto di aver detto il contrario di quello che voleva dire solo dopo che lo ha detto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I casi estremi, cui faccio riferimento, mettono in evidenza ci\u00f2 che io (e in generale la stragrande maggioranza dei dd) intendo con l&#8217;aggettivo &#8220;diretto&#8221;. Che vi sia corrispondenza completa tra la mia volont\u00e0 e l&#8217;espressione della stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso non ha nessuna importanza se viene espressa con la mediazione del mio corpo (alzo io la mano), o con la mediazione di un altro corpo (un mio delegato alza la mano). Purch\u00e9 sia certo che sar\u00e0 effettivamente espressa la mia volont\u00e0 e non altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella idea sbagliata del concetto &#8220;diretto&#8221; \u00e8 favorita dalla carente analisi di cosa ci sta realmente dietro l&#8217;attivit\u00e0 democratica (diretta o no).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La democrazia \u00e8 una forma di governo. Cio\u00e9 di esercizio di potere finalizzato. Il che implica necessariamente una intenzione, un&#8217;azione, un effetto e una verifica: io voglio fare (o che sia fatta) una cosa; la faccio (o qualcuno la fa); si ottiene un risultato (sperabilmente quello desiderato); controllo e verifico il risultato (ed eventualmente riprendo il ciclo di governo fino a ottenere il risultato desiderato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 quello che viene generalmente definito un ciclo &#8220;cibernetico&#8221;: input-elaborazione-uscita-feedback.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il significato di &#8220;diretta&#8221; va quindi individuato in relazione al termine &#8220;democrazia&#8221; cui \u00e8 associato. Cio\u00e9, come dicevo, all&#8217;esercizio finalizzato del potere. Il quale \u00e8 un ciclo cibernetico. Di conseguenza &#8220;diretta&#8221; va inteso in senso cibernetico, di &#8220;relazione certa (verificabile e modificabile opportunamente) tra espressione della volont\u00e0 e valore atteso della azione partecipativa&#8221;. Inclusa quindi la capacit\u00e0 di rimodularne l&#8217;espressione per ottenere il risultato voluto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nozione di democrazia diretta moderna, quindi, contempla la delega. (per la verit\u00e0 anche quella ateniese la contemplava: per i compiti esecutivi &#8211; quasi sempre inevitabile- , per i compiti giudiziari, e altre funzioni). Ci\u00f2 che conta \u00e8 che il cittadino, che la esercita, non perda il controllo su di essa e sulla porzione di sovranit\u00e0 di cui la delega \u00e8 portatrice e quindi, per essere strumento di democrazia diretta, deve essere espressa in forma sempre revocabile. Diversamente infatti , come nei sistemi democratici rappresentativi, la delega \u00e8 di fatto una cessione di sovranit\u00e0 compiuta la quale l&#8217;elettore non ha pi\u00f9 alcuna possibilit\u00e0 di determinare l&#8217;azione del suo delegato-rappresentante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di pi\u00f9. La delega, anzi, per i democratici diretti \u00e8 un DIRITTO. Se essa \u00e8 un mezzo attraverso la quale io posso esprimere la mia piena volont\u00e0 attraverso il corpo di un altro, se con la mediazione del mio solo corpo ne sono impossibilitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre poich\u00e9 la nozione di sovranit\u00e0 non implica la obbligatoriet\u00e0 del suo esercizio, io posso scegliere anche di non esercitare il mio diritto. Anche se, appena lo voglia, lo devo poter fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tornare alla critica &#8220;ingenua&#8221;, non \u00e8 importante, n\u00e9 necessario che tutti partecipino sempre a tutto, ma che essi , in qualunque momento lo vogliano fare, lo POSSANO fare. Questo \u00e8 sufficiente a determinare, (anche psicologicamente), un comportamento differente da parte di chi \u00e8 delegato revocabile. Diversamente da chi \u00e8 delegato irrevocabile per un tempo pi\u00f9 o meno prolungato (e peggio se senza neanche controllo reale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva in democrazia &#8220;diretta&#8221; i cittadini possono benissimo delegare (in forma sempre revocabile in qualsiasi momento) per tutti gli aspetti che non interessano o per i quali non si ha tempo, o si \u00e8 impossibilitati a partecipare direttamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pino Strano, settembre 2007<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pi\u00f9 frequente dei commenti di chi sente parlare di democrazia diretta come sistema da applicare concretamente al governo della cosa pubblica, \u00e8 questo: &#8220;L&#8217;idea sembra buona, ma credo non sia applicabile nella sua forma piu&#8217; estrema perch\u00e9 se per ogni voto in parlamento io cittadino dovessi informarmi, discutere e decidere sarebbe un secondo lavoro <a href='https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/delega-e-dd-cosa-significa-laggettivo-diretta\/' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-18","page","type-page","status-publish","hentry","category-3-id","post-seq-1","post-parity-odd","meta-position-corners","fix"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1488,"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18\/revisions\/1488"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pinostrano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}