Feb 182011
 

… sparsi per il territorio d’Italia, che cercate di uscire dal pantano della “casta”, che cercate la fenice di un nuovo soggetto politico, vi chiedete in che cosa sareste poi veramente diversi dall’esistente?

Se è vero, come è vero che i partiti si fanno beffe del bene comune, e si fanno beffe della sovranità del popolo, voi in questo dovreste essere diversi. Allora piuttosto che riproporvi come nuovi rappresentanti dei cittadini lasciate nelle mani del cittadino ciò che, in democrazia gli appartiene: il potere di decidere lui e non voi. Siete disposti a candidarvi per rappresentare questa esigenza? Allora non dovreste avere alcuna difficoltà a firmare questa che segue.

PROPOSTA E ACCETTAZIONE DELLE CONDIZIONI DI CANDIDATURA

Condizioni che i candidati dichiarano di accettare unitamente alla presentazione della propria candidatura per la LISTA PARTECIPATA (di seguito indicata con “Lista”).

Condizioni generali:

Le regole e le condizioni seguenti possono essere mutate dalla volontà della maggioranza semplice dei sostenitori della Lista (gli iscritti alla Lista secondo lo statuto della associazione che la sostiene e alla quale io stesso sono iscritto).

Nel caso non volessi aderire alle nuove norme che potessero essere decise, mi dimetterò dalla carica elettiva da me occupata. Lo stesso se dovessi dimettermi dalla associazione.

Nel caso in cui la maggioranza dei sostenitori lo decidesse io  rimetterò immediatamente la mia carica elettorale. A sostegno di questa condizione firmo contestualmente due lettere di dimissioni dall’incarico con la data in bianco che verranno consegnate ad un delegato della Lista che la depositerà presso un notaio deciso dai sostenitori.

Condizioni economiche:

o stipendio che, se eletto, richiedo di percepire è:
…………………………………………………………………………………………………………….
(ogni candidato dichiara la retribuzione per la quale è disponibile a svolgere il ruolo di rappresentante eletto.)

Ogni altro introito che riceverò in ragione della mia carica elettorale sarà devoluto al fondo economico di Lista.

Il fondo economico di Lista è gestito dai sostenitori della lista elettorale, i quali, in caso di elezione, mi comunicheranno il numero del C/C su cui far versare ogni introito. Io comunicherò il mio numero di C/C su cui i sostenitori mi verseranno lo stipendio da me richiesto.

Condizioni politiche:

Se eletto, mi considererò rappresentante dell’insieme dei cittadini che sostengono la Lista tramite la quale sono stato eletto, e come tale agirò comunque in tutte le occasioni in modo da rappresentare al meglio i sostenitori della Lista tramite la quale sono stato eletto.

In ogni singola occasione derivante dal mio incarico, sempre esprimerò il mio voto, o mi asterrò,  in conformità alla volontà dei sostenitori votanti. Il primo atto che compirò sarà quello di dichiarare al consiglio la natura del mio mandato presentando l’intervento che i cittadini sostenitori della Lista mi consegneranno.

Nel caso le attività che mi venissero richieste dai cittadini sostenitori della Lista, fossero in tale contrasto con le mie convinzioni e principi da impedirmi di assolverle, allora mi dimetterò dalla carica elettiva da me occupata.

Espressione del voto

Il mio voto (favorevole, contrario o astenuto) in Parlamento verrà espresso secondo quanto segue:
Ogni sostenitore esprimerà la volontà che il mio voto sia a favore, o contrario, o astenuto.

Nel caso fossi il solo eletto nella lista voterò secondo come la maggioranza dei sostenitori si è espressa per il voto a favore, a sfavore o per l’astensione

Nel caso di più di un eletto io e gli altri eletti  esprimeremo il nostro voto secondo il metodo strettamente proporzionale alle volontà espresse dai sostenitori votanti col metodo dei resti. Esempio: fatti 100 i votanti, con 74 voti a favore e 26 contrari –> con 1 eletto, il quorum è 100. Nè quella a favore nè quella contraria raggiungono il quorum e la decisione viene determinata dai “resti” cioè 74 contro 26 e quindi l’unico eletto voterà a favore;–> con due eletti il “quorum per eletto è 50 voti, quindi con 74 voti a favore si avrebbe un quorum pieno(50 voti) a favore e 24 voti di resto, laonde per cui per il secondo eletto ci sarebbe una maggioranza opposta essendo (0 quorum) il resto di 26 per la decisione contraria; con tre eletti il quorum e di 33,33 e la decisione a favore avrebbe 2 quorum (66,66) col resto di 7,33 e qundi il terzo eletto voterebbe contrario…. e così via…. -Giuseppe 09/09/07 23.21
Ogni sostenitore, per le occasioni in cui non partecipa direttamente, può decidere di delegare il proprio voto ad un delegato scelto tra tutti i sostenitori. In questo caso il sostenitore verrà conteggiato come sostenitore votante e il suo voto verrà espresso dal suo delegato.

Condizioni tecniche

Le operazioni di diffusione ai sostenitori delle informazioni relative alle decisioni cui parteciperò per effetto del mio ruolo saranno effettuate a cura dei sostenitori delle Liste Partecipate organizzati secondo principi democratici direttamente stabiliti dai firmatari.
Accettazione e liberatoria.
Io sottoscritto
(cognome) ………………………………………………………………………………………….
(nome)…………………………………………………………………………………………………
nato a ………………………………………………………………. il ………    ……….    ………………….
residente in ………………………………………………………………………………..CAP…………………
(via, piazza…)……………………………………………………………………………..N. ………………….
di professione……………………………………………………………………………………………………..

mi impegno a rispettare le soprascritte condizioni generali, economiche, politiche e tecniche.

Sono consapevole che questo impegno non è legalmente impugnabile, ma costituisce comunque solenne impegno personale e politico verso i sostenitori, rotto il quale sarò degno di disistima e potrò da loro essere pubblicamente chiamato “bugiardo” e “traditore”.

Firmato: ……………………………………………………………………….. Data………………………………………..

Nome Cognome e Firma del Ricevente……………………………………………………………………………………..

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Ott 252010
 

Alla riunione di Torino ho apprezzato particolarmente un intervento che avrei voluto fare io.
Mi riferisco all’intervento di Rossana Becarelli che ha segnalato di fare attenzione nella costruzione di questo nuovo soggetto politico  a salvaguardare la biodiversità politica.

In questo concetto ci stanno molte cose, ma sopratutto l’idea di non costruire un ennesimo meccanismo che richieda la rinuncia alle proprie diversità, individuali o di gruppo che siano.

C’è infatti la necessità di costruire convergenze. Le convergenze si costruiscono su ciò che accomuna. Ma più specifichiamo e più facilmente troviamo differenze. Per quanto mi riguarda la necessità deriva dall’obiettivo prioritario di riprendersi la sovranità politica, che non è un obiettivo che si possa pensare di raggiungere da soli. Altri magari hanno altri obiettivi più specifici. A mio parere dobbiamo andare all’essenziale.

C’è il bisogno di attenzione a non costruire ripetendo gli errori del passato. Nell’ansia di costruire qualcosa che si opponga alla deriva non bisogna dimenticare che il fine non giustifica i mezzi, e che anzi il fine è condizionato dai mezzi usati per raggiungerlo.

C’è anche una indicazione sulla forma che potrebbe prendere questo nuovo “soggetto politico”. Una forma che salvaguardi le diversità. Più saremo capaci di costruire una casa buona per molti , più ampia e democratica essa potrà essere.

Io ne ricavo che il processo di definizione di questo nuovo soggetto politico dovrebbe concentrarsi sul metodo. Se invece partiamo dal programma facciamo almeno tre errori.

Il primo è che un programma in realtà seleziona, può dividere, molto più di quanto possa unire.

Il secondo che se ci si concentra sul programma si trascurano le ragioni per cui i programmi (di destra e di sinistra) (buoni o cattivi) poi non sono attuati. Il governo concretamente viene esercitato indipendentemente dai programmi e dalle reali volontà dei cittadini.

Il terzo è che non c’è alcun buon motivo per cui si debba essere esclusi dal decidere in itinere quello che ora non si sa che poi si dovrà decidere.

I programmi devono poter cambiare perché oltre alle condizioni date cambiano anche le persone che li sostengono. E non sono le persone che si devono adeguare ai programmi ma vicerversa.

E’ necessario coordinarsi in modo da contare, superando il deficit di democrazia, così da avere vera rappresentanza politica, cioè che nelle istituzioni venga sul serio espressa la volontà di questi cittadini coordinati. E questo coordinamento (o nuovo soggetto politico) non può essere ottenuto con una improbabile (se non impossibile) fedeltà ai programmi magari anche iperdettagliati.

Il rappresentante deve fedeltà al cittadino che lo elegge, non al programma sul quale egli è stato eletto. Non esiste il vincolo di mandato, ma esiste il vincolo di rappresentanza. Egli rappresenta il popolo (la nazione). Non se stesso. Nè alcun programma. Quindi se i cittadini possono far giungere al rappresentante la loro volontà egli è eticamente e politicamente tenuto ad esprimere quella volontà (del popolo, della nazione) e non la sua.

Il bello è che per fare questo non c’è bisogno di modifiche istituzionali o costituzionali. Basta decidere di praticarlo. Basta decidere che i NOSTRI rappresentanti (dico quelli delle eventuali liste elettorali costruite da questo nuovo soggetto politico) si impegnano a fare questo. E questo è un problema di METODO democratico, non di programma. (vedi il modello della Lista Partecipata)

Se mettiamo l’attenzione sul problema della rappresentanza politica del singolo cittadino, possiamo sul resto anche pensarla in modi diversi, non abbiamo più bisogno di condividere tutta una concezione del mondo per lottare insieme per la democrazia. Così salvaguardiamo la biodiversità politica.

Dobbiamo convergere sul metodo. Il programma non serve. Il programma ci dice semplicemente la volontà dei cittadini al tempo t.

Il programma ha una sua utilità. Ci conosciamo anche attraverso le specifiche scelte. Serve a dire: “Da noi, attualmente, potete aspettarvi cose come queste”. Ma non è la cosa più importante. La cosa più importante è che noi ci battiamo perché siano i cittadini a decidere e non i partiti. Nemmeno il nostro. Il potere politico rappresentativo che conquisteremo con le elezioni può e deve passare sotto il controllo quanto più diretto dei cittadini dal primo secondo della entrata in carica (degli eventuali eletti con le nostre liste).

Ott 112008
 

1.Parte – Le ragioni di fondo e i concetti di base della democrazia diretta.Da un video registrato al Demcamp sulla Democrazia, organizzato da Radio Radicale tenutosi a Roma il 4 ottobre 2008. La lista partecipata è un tipo di lista civica che consente ai suoi sostenitori di “gestire” il rappresentante eletto come puro strumento di espressione della volontà degli elettori. (durata 9′ 01”)

  
     Vai al sito della Lista Partecipata 

 

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