Mar 032010
 

Non è una campagna elettorale. E’ un festival dell’approssimazione. Del pressapochismo e della strafottenza. Sono stati così abituati a fare a meno delle firme (è da anni che i partiti che hanno eletto qualcuno in  parlamento non ne raccolgono più) che adesso che hanno “scordato” di esonerarsi per l’ennesima volta, e hanno dovuto cercare il consenso dei cittadini si sono sentiti persi. Chiedere le firme ai cittadini? Il consenso? Ma che cos’è? Prima il panico della Bonino che addirittura fa lo sciopero della fame. Poi gli errori del delegato del PdL, le irregolarità della lista di Formigoni (ormai il suo è diventato un vicereame – 20 anni di governo della regione Lombardia!). Ancora la esclusione di Fiore, Baldi, Il ritiro di altri e poi adesso anche il listino regionale della Polverini. Talmente autoreferenziali son diventati i partiti, che non solo non riescono più a parlare con i cittadini, ma nemmeno a prenderli per fessi. Hanno scordato che le elezioni non dovrebbero essere un giochino di società, un passatempo per vedere a chi deve essere buttato l’osso di un posto in consiglio. Magari a quelli trombati qui o lì, o ai parenti stretti, esclusi in più importanti elezioni, per qualche disgraziato motivo di equilibri interni.

Tanto gli affari i partiti li fanno lo stesso con questo personale politico, anzi  tanto meglio se al posto di consiglieri veri ci sono dei fantocci o poco più. Ma la presunzione e la spocchia non pagano. Non sempre.

Noi siamo andati umili e attenti. Spinti da un grande volontà e un lumicino di speranza. E sta succedendo l’incredibile. Proprio lo sprezzo delle regole li ha resi ciechi, disattenti. Troppo abituati ad avere l’ombrello di “papi”, più forte delle tv, dei giornali, dei giudici, il padrone di tutto. Ma non ancora di tutta la democrazia e di tutta la costituzione. Ci aveva provato. E il popolo ha difeso la costituzione col referendum. Così, “papi” non può sempre salvargli il culo. E lui ha anche da pensare al suo. E loro si stanno eliminando da soli.  Uno alla volta.

Sembra Highlander: …e alla fine ne resterà uno solo. Sarebbe giusto. Resteranno quelli più piccoli, ma con un cuore nobile. Che rispettano le leggi, la costituzione e non sputano sulle regole. Perché di regole è fatta la democrazia. Gli altri sono fuori posto. Il consiglio, il parlamento, sono dei Cittadini.

Ora che non si cucino addosso l’ennesima leggina per stabilire che loro hanno sempre ragione! Tutto ha un limite.

Siamo noi che ci appelliamo al Capo dello Stato. Come Presidente della Repubblica, Garante della Costituzione e come Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Garante dello Stato di Diritto. Tutto maiuscolo. Che non si faccia strame anche di questi.

Mar 022010
 

Un altalena di emozioni. Non saprei come altrimenti definire queste ultime 48 ore. Anzi, se ci metto anche i due giorni precedenti la presentazione delle firme, direi 96 ore. E’ troppo.

Prima il conteggio delle firme. 2000…, 2500…, 3000… “ehi ma non ci arriviamo… ” , “come non ci arriviamo?”… ansia e adrenalina a fiotti…  “ma avevamo fatto i conti… ” ” Beh ma che ne so… e le firme di aprilia? ” “ah,vero!!! ma dove sono?” ” ecco adesso arrivano”…telefonate… “ehi ma posso firmare, dove vado a firmare?” ” Mi dispiace ma i moduli dai comuni sono stati ritirati…”

E poi ancora tutti a controllare, verificare, le corse di nuovo al comune per richiedere i certificati che non erano stati trovati… E poi dopo la consegna ancora altre telefonate, messaggi in chat, uno scambio continuo di email… “Ma allora il listino regionale è stato accettato, si o no?” …”Ancora non si sa”… “Come non si sa?…Ma era tutto a posto?”… “Ma certo, ma non si sa mai”… “Ehi ma il listino provinciale”… “Si l’hanno accettato!”… “Evviva dai.”…”No,NO, per ora abbiamo solo consegnato, in mano abbiamo solo la ricevuta”… ” O… ma quanto tempo ci vuole?”… ” E latina?”… ” E viterbo?”… “Si dai ecco è ufficiale, listino regionale accetattato!!!”… “Sicuri?” ” SI certo, ma è naturale no? Avevamo tutto straregolare…”…”SI ma Latina? e quanto ci vuole”… “Ma insomma la finite di mandare duemila email al minuto??” “Abbiate pazienza”… “Si… ma… e Roma?”… E via così da 48 ore.

Dentro di me però, in realtà, nel mio intimo, sotto l’adrenalina ero e sono tranquillo. So che abbiamo lavorato bene. Abbiamo ricontrollato mille volte. Siamo stati meticolosi nella verifica delle firme e dei certificati corrispondenti. Abbiamo trascritto in un foglio excell tutti i dati di ogni singolo foglio di firme… che i cancellieri al tribunale quasi ci hanno fatto i complimenti. E alle otto e mezza eravamo lì per primi. Poi sono arrivati Laura e Cristiana e Tommaso con la loro macchinetta e le scatole di firme, quasi insieme all’enorme SUV del delegato della lista Storace… è venuto da ridere a tutti per la differenza. Una macchinetta con Laura piccola e delicata (apparentemente, che Laura è una macchina da guerra…) opposta al SUV con l’uomo grande e grosso e sicuro di sè.

Si, direi l’immagine paradigmatica. Noi siamo Davide contro Golia. Una lista di semplici cittadini. Di amanti della democrazia ormai ferita e nutrita a croste di pane. Armati solo del loro entusisamo e della certezza di essere nel giusto. Contro le corazzate di mediaset e degli apparati pubblicitari e milioni di euro. E contro la inerzia del sistema e delle menti di cittadini che si sono dimenticati che sono loro i sovrani. Che non ci credono più. Noi invece ci crediamo.

E intanto Golia si è già preso una sassata a causa della presunzione di chi può tutto. Di chi è abituato a comandare, a fare e disfare le regole a proprio piacimento. Di chi va al più importante rito della democrazia con la noia di chi deve sottoporsi a una fastidiosa “formalità burocratica”.  Peggio che andare all’ufficio postale. Si. Per loro la democrazia è “burocrazia”. Mi sembra di sentirli: <<Ma insomma si dovrebbe rimandare per questo il momento della pizzetta al pomodoro? Suvvia cancellieri, tenete aperte un momento le porte che torno tra un pò. Non vedete che non c’è neanche la tv? Questo ufficio non conta nulla.>> NO. Stavolta Golia ha sbattuto il muso contro  le leggi. Capita. Qui non c’è la prescrizione. Allungare il brodo non gioca a tuo favore. Stavolta la spocchia si è bloccata contro i carabinieri. Niente liste per il PdL. Toh! La cancelleria non è una succursale di Mediaset. Esistono delle regole. E non valgono solo per i deboli.

E questo è solo il principio. Per noi è iniziata una rivoluzione che si chiama democrazia.

Mar 012009
 
Finalmente era lì davanti a me. Sembrava mi aspettasse. Sapevo, con la consapevolezza propria del sogno, chi era. Indossava la classica palandrana e cilindro ed era lì per rispondere alle mie domande. Finalmente potevo cercare di capire, proprio da chi mi dicevano era il vero padrone della Terra, qual’era la natura del suo potere. Magari, anche come fare a sconfiggerlo. Così, anche un pò ingenuamente e tremante gli chiesi:
«Come fai a essere così forte?»
E lui:
«Datemi la possibilità di battere moneta e me ne fregherò di chi fa le leggi»
Rimasi un momento in silenzio a riflettere.
Lui continuò:
«Voglio quella stampante perché da quella deriva il mio potere»
Mentre parlava vedevo una gigantesca rotativa da cui usciva ininterrotto un enorme nastro di denaro. Lungo il percorso annodava e strangolava uomini, donne e bambini che gridavano e piangevano.
Ero sopreso, ma non capivo bene perché. Io conoscevo già questa risposta. Ma nel sogno, forse il suo tono, mi fece riflettere su un punto che, da sveglio, chissà perché, non avevo mai soppesato. Così gli dissi:
«Ma…scusa, ‘caro’ IGB, ho sentito bene? TU, il padrone della terra,  chiedi qualcosa a qualcuno?
E stiamo parlando dell’origine della tua forza!
A CHI stai chiedendo? CHI ti deve dare questa possibilità? »

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Feb 222009
 

zdanov

zdanov

 

 

Zdanov, Andrej Aleksandrovič (Mariupol 1896 – Mosca 1948), uomo politico sovietico, partecipò alla rivoluzione del 1917, quindi assunse l’incarico di segretario del Partito comunista a Leningrado. Fu protagonista della feroce repressione scatenata da Stalin contro gli oppositori politici e sostenitore acceso delle epurazioni di massa nel partito. Teorizzò e praticò una linea di politica culturale di tipo dogmatico, che da lui prese nome (zdanovismo), che negava le libertà di ricerca e di pensiero e asserviva la cultura alle esigenze propagandistiche del regime comunista

(Tratto da Encarta.)


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D’alia, Giampiero (Messina 1966 – ???? 20xx), uomo politico italiano, Presidente del gruppoUDC-SVP-Aut, Membro della Giunta per il Regolamento, Membro della Giunta delle elezioni e delle immunita’ parlamentari, Membro della2ª Commissione permanente (Giustizia). Membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, Membro della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.
 Sostenitore acceso delle epurazioni di massa in internet. Teorizza e pratica una linea di politica culturale di tipo dogmatico, che da lui prende nome (zdaliavismo), che nega le libertà di ricerca e di pensiero e asserve la cultura alle esigenze propagandistiche del 
regime berlusconiano

zdalianov_11“Stessa faccia stessa razza” dicono i greci ai turisti italiani in vacanza. A guardare le foto qui sopra comincio a credere nella psicosomatica e persino nelle teorie lombrosiane. Continue reading »

 

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