Storico: Primo convegno nazionale dei DD a Bussolengo. dic. 2000 -Le deliberazioni

Durante il convegno e’ apparso evidente che i principi e i valori
sostenuti dai partecipanti fossero molto simili. Tuttavia era necessario
arrivare ad una definizione esplicitamente scritta degli stessi.

Discutendo di quale fosse la forma migliore e’ emerso che non era
possibile paragonare espressioni molto estese con espressioni piu’
sintetiche. Entrambe potevano essere ugualmente valide ma naturalmente
l’espressione piu’ estesa avrebbe avuto piu’ probabilita’ di essere
“migliore”. Tuttavia c’era anche la necessita’ di arrivare a una
espressione dei principi sufficientemente sintetica e “semplice” da
poter essere comunicata con facilita’ e rapidita’ ai cittadini.

Cosi’ si e’ approvata la seguente proposta metodologica:

————– Deliberazione 1): ————–
Il convegno decide di stabilire i principi condivisi
secondo espressioni in forme verbali differenti per quantita’ di parole.

In particolare valutera’ i principi espressi in:

a- una unica frase di max 10 parole

b- una unica espressione di max 50 parole

c- max 250 parole

d- in numero libero di parole

————– ————–

Le seguenti forme sono state poi approvate:

————– Deliberazione 2): ————–
I principi condivisi dai partecipanti al Convengo sono i seguenti:

- Forma A (< 10 parole – “slogan”):

Ogni cittadino un membro del parlamento.

- Forma B (<50 parole):

La sovranita’, ovvero il potere di deliberare le leggi, appartiene ai
cittadini e non puo’ essere alienata,limitata,violata o disattesa dai
rappresentanti eletti; il cittadino puo’ delegare la sua sovranita’,ma
deve sempre restare libero di modificare le regole della delega (la
Costituzione).

- Forma C (<250 parole):

1. Ogni indivividuo ha diritto di partecipare al governo del proprio
Paese sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti
(Art. 21cap/1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).

2. Poiche’ intendiamo praticare la Democrazia Diretta in tutte le
organizzazioni sociali, la applichiamo anzi tutto all’interno di ogni
organizzazione DD.

3. In ogni momento e su qualsiasi questione delle Democrazia Diretta, a
ciascun cittadino spetta una pari frazione di potere propositivo,
decisionale ed esecutivo, e deve essere garantita un’identica facolta’
di espressione e di controllo. In tale porspettiva e’ dovere di ogni
cittadino partecipare qualsiasi informazione in suo possesso che rivesta
interesse collettivo.

4. La sovranita’ appartiene sempre all’insieme dei singoli cittadini,
che la determinano secondo la volonta’ espressa dalla maggioranza.

5. Il singolo cittadino esercita direttamente i propri poteri e
facolta’, con il solo limite di impedimenti naturali o legali.

6. E’ consentita la delega a tempo limitato di parte o tutto il proprio
potere individuale da un cittadino ad altro cittadino ma sempre con la
clausola tassativa della revocabilita’ in qualsiasi momento, salvo per
quanto al successivo punto 7.

7. Una delega non puo’ essere ritirata in corso di votazione. Cio’ al
solo scopo di evitare che le oscillazioni all’ultimo minuto possano
inficiare l’esito della votazione in corso, e mai per limitare il
diritto del singolo a revocare la propria delega.

————– ————–

Sono state presentate poi due proposte per la Forma D (numero libero di
parole). Una relativa ai principi cosi’ come espressi dal Word Wide
Direct Democracy Movement (Proposta Rossin) , e una come espressi dallo
statuto dell’associazione “La Serenissima” (Proposta Berion). La
votazione su queste proposte e’ stata rimandata poiche’ non tutti i
partecipanti conoscevano i testi relativi.

————– Deliberazione 3: ————–

Il Convegno accetta la proposta di Giovanni Bucci di realizzare a Milano
la prima conferenza organizzativa dei democratici diretti,
orientativamente per la meta’ del gennaio 2001. A tale scopo verra’
costituito al piu’ presto un comitato organizzatore composto da un
membro per provincia ovunque cio’ sia possibile. Ogni provincia
individuera’, con metodologia DD, il membro del comitato tra tutti i DD
residenti nel territorio.
Come mezzo per la comunicazione e’ stato stabilito di utilizzare una
mailing list appositamente predisposta. La mailing list sara’ riservata
in scrittura ai soli membri del comitato, ma sara’ aperta a tutti in
lettura.

————– ————–

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