Ott 032007
 

Eccomi qua.
Non riesco a star dietro a questo blog in maniera decente. Ma non importa. L’impegno poitico che la situazione generale richiede è stato quasi totale.
Ma sono felice. E preoccupato.

La “bomba” Grillo è scoppiata.
Ora alcune sue scelte saranno determinanti. E sto un pò in ansia.

Quando nel settembre 2005, dopo qualche mese da guardone, mi sono iscritto al meetup di roma, volevo rendere chiaro che la democrazia diretta era qualcosa di diverso da quello cui grillo si riferiva (era l’epoca del “Fazio Vattene!”). Pensavo sarei uscito dopo poco. Invece mi sono coinvolto. Ho trovato altri che erano arrivati lì attratti come farfalline attorno a una fioca luce intravista da lontano. Qualcuno aveva capito già per conto suo. A qualcun altro è bastato poco.
E mille domande e dubbi e diffidenze, verso chi veniva lì a “pontificare” sulla dd. Qualcuno mi ha detto che ero troppo “pronto”. Come avessi risposte per tutto. Era quasi vero. Ma non erano risposte solo mie.
La “talpa” dd scavava da anni. Quatto gatti che pomposamente si dicevano essere parte del movimento mondiale democratico diretto. Movimento mondiale… per anni al più una ventina di persone. Cosi’ matte da ritrovarsi occasionalmente a Praga, a Monaco, ad Atene… Trovarsi sull’agora e quasi sentire il popolo che esercita la politiké tecné. Matti. O visionari. Comunque sì. Io e quelli come me sentivamo di avere le risposte. Mancavano le domande. Ora ci sono anche quelle. Ma ancora la consapevolezza non è di molti. Molti ancora hanno bisogno del conforto di qualcuno in cui credono. Che rassicuri. Che stimoli. Che dia l’idea che si può vincere. E aspettano che il grillo canti.
La dd, ancora una volta, non è questo. Ma lui può spingere verso o può spegnere o stravolgere.

Chi è Grillo? Io l’ho criticato senza ipocrisia. Alcuni si spingono a dire che è venduto, pagato, servo di questo o di quelli. Io ho sempre cercato di mantenere il mio giudizio sul livello politico e senza aderire al complottismo. Anche se molte persone che stimo, anzi alcune le amo proprio, sono “complottiste”. Del resto anche molte persone sincere e intelligenti sono “giustificazioniste”. Qualcuna proprio vittima del fascino e della necessità di credere, convinta della necessità inevitabile del “capo”. Lui ha le sue contraddizioni. Io non ho bisogno di amarlo. Nè di odiarlo.

Di fatto, secondo me, è stato utile al movimento democratico. Forse anche nonostante alcune sue “uscite” e alcuni pesanti silenzi. La questione del signoraggio su tutte. Auriti (anche amico suo) muore, e lui non dice nulla. Mi ha fatto male vederlo. Perchè?
Ma non riesco ad avere certezze su di lui. Nè negative, nè positive. Mi dispiace per tutti gli amici di qua e di là.
La cosa certa è che nelle sue mani ora c’è un potere importante. Vorrà lavorare per rendersi inutile? O cadrà vittima di sè stesso? O di altri? Lo è già?
Grillo ha detto: liste civiche. Sappiamo bene che solo questo non basta. E lo sa anche lui. Per questo ha scritto che farà sapere quali sono i requisiti che esse dovranno avere.
Per me, per noi democratici diretti che lavoriamo per le liste civiche in democrazia diretta e partecipata, sono chiari.

Su tutti:
La sovranità sulle liste deve appartenere a tutti i cittadini che sostengono le liste stesse.
In altre parole Le liste devono praticare la democrazia diretta innanzi tutto al loro interno. Il che significa che ogni cittadino che sostiene queste liste deve limpidamente poter praticare (prima, e dopo le elezioni) :

-il diritto all’autocandidatura
-il diritto alla scelta dei candidati (primarie)
-il diritto di proposta e decisione sui programmi
-il diritto a determinare in modo vincolato il voto del rappresentante eletto
-il diritto a determinare le proposte e l’attività istituzionale del rappresentante eletto
-il diritto alla revocabilità di tutti gli incarichi nella organizzaizone della lista e del rappresenatnte stesso

Il modo che preferisco per descrivere i dettagli implementativi di questi principi è quello della Lista Partecipata. Ma non è l’unico. La lista che già esiste e vive a castrocaro realizza questi principi in modo un pò diverso, ma la sostanza è quella. Altri stanno costruendo liste con regole simili. Questo nessuno potrà cambiarlo.
E’ l’unica strada. Per altro incerta come ogni nuova strada. Il resto è dejà-vu. Naturalmente i maiali della fattoria sono in pieno fermento. Grillo può rendergli il compito più facile o più difficile. Per questo aspetto.

 Posted by at 21:52
Lug 312007
 

Il partito democratico lancia le primarie…

democratiche, aperte, c’è spazio per tutti…

c’è spazio per fare cosa?

Non c’è alcuno spazio per la democrazia vera. E’ l’ennesima cosmesi di uno strumento che serve solo a rinvigorire la casta. Al più a creare qualche nuovo oligarca. La democrazia è un altra cosa.

 Posted by at 01:13
Lug 292007
 

Eccomi qua!
Anch’io alla fine ho ceduto.
Ho il mio blog.

Chissà perchè ho sempre avuto una sorta di ritrosia a farmene uno.
E dire che l’informatica mi piace. Smanetto da sempre. Ho messo su siti e blog per altri. Ma mai per me, personalmente. Pudore? Timore di rimanere invischiato nella blogmania? Perfezionismo che mi lasciava insoddisfatto di qualsiasi ipotesi per un mio blog? Forse tutte e tre le cose, e forse altro ancora. Certo arrivo tra gli ultimi. E alla fine tra mille proposte di “template” ne ho preso due o tre più o meno a caso: semplici, senza fronzoli e senza modifiche particolari.
I blog sono diventati un fenomeno di massa. Se non hai un blog non sei nessuno. Se il tuo blog non è frequentato, sei out.
Chissene.

Mi ricorda un pò la situazione del cellulari. A un certo punto ce l’avevano tutti. Io no. Eppure amo la tecnologia. Però sono stato tra gli ultimi a comprarmelo. Persino dopo mia moglie. All’inizio dell’epoca dei telefonini odiavo l’ostentazione da status symbol. Poi odiavo l’omologazione. Mi piaceva la faccia che facevano quelli che conoscendo la mia mania per la tecnologia si stupivano e dicevano: come? TU non hai il telefonino?… no, rispondevo sornione… Ma era una altra forma di vanità. E alla fine il telefonino poteva essere utile, ma…Avevo paura. Paura di non poterne poi più fare a meno. E infatti…
Oggi se esco da casa dimenticando il telefonino, ritorno a prendermelo. Come dimenticassi il portafogli.

Qualcosa di simile mi è successa con il blog.
Maneggio computer e smanetto e “gioco” con la telematica fin dalla loro nascita (e parlo dei tempi in cui l’informatica la si faceva su schede perforate e la “rete” era da nascere e si smanettava con lgi accoppiatori acustici a 1200 baud). Ho fatto e gestito siti per associazioni e singoli. Blog compresi. Eppure non ho mai avuto un mio blog.
Anche qui lo stesso trend: prima blog come status symbol, poi come indispensabile biglietto da visita, con l’aggiunta della gara a chi è più visto.

Un blog, per me è solo (o dovrebbe essere e spero che per me sarà così) un posto dove esprimere le mie idee e opinioni. Io ho semnpre fatto questo in altre “sedi”. Essenzialmente forum e mailing list. O, da un pò, i blog degli altri.

Però ora sento il bisogno di avere un posto dove mettere ordine tra tutto quello che ho scritto e ritrovarlo, nonchè averlo in rete in modo da renderlo facilmente accessibile tutte le volte che mi serve.

E poi occupandomi di politica, di democrazia diretta, sento il bisogno di avere un luogo senza censure né etero né auto indotte.

Sì perchè internet sarà forse “anarchica” (definizione che comunque io non userei così facilemente) ma di sicuro non è democratica. In realtà internet è feudale.

Anche là dove si pontifica di, e si magnifica la, democrazia, i luoghi dove questa può realmente essere praticata su internet si contano credo sulle dita di una mano.

Così, inevitabilmente, anch’io ho bisogno del mio feudo personale.

 Posted by at 12:04
Apr 042007
 

In una recente intervista al corriere della sera il Ministro Vannino Chiti illustra la sua proposta sulla legge elettorale. Infatti pare raccolga ampi consensi tra la maggioranza e possibilismi nelle fila dell’opposizione. Miracolo?
Tra le dichiarazioni di Chiti spicca quella secondo la quale il referendum sarebbe uno strumento inadeguato.
Cosa intende il ministro? Intende dire che il risultato del referendum potrebbe non piacere? O si intende dire tout-court che il popolo non si deve impicciare? Continue reading »

 Posted by at 10:47
Set 222006
 

Molti elettori di sinistra si sentono infatti traditi nelle loro aspettative per le deviazioni dalle linee programmatiche esibite dal centro sinistra PRIMA delle elezioni. Si può certamente dire che lo stesso sia avvenuto nel passato e avvenga anche per gli elettori del centro destra.

E’ infatti una triste esperienza comune a TUTTI gli elettori quella di vedere calpestate o “re-interpretate” le promesse elettorali. E’ per noi naturale quindi aderire alla manifestazione nell’ambito della quale si celebrerà il FUNERALE DELLA DEMOCRAZIA.

Noi crediamo che da questa morte possa partire però una rinascita. Oggi è sempre più evidente che ciò che abbiamo comunemente chiamato democrazia è in realtà un simulacro, una finzione della democrazia. Ormai è chiarissimo: la democrazia partitico-rappresentativa è una oligarchia elettiva. Noi siamo solo sudditi che possono solo scegliere i loro oligarchi. Se questa finzione muore, noi siamo felici. Perchè noi vogliamo una democrazia vera. Continue reading »

 Posted by at 10:53
 

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