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	<title>Commenti per il blog di pino strano</title>
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	<description>...democrazia diretta e dintorni</description>
	<lastBuildDate>Thu, 21 Mar 2013 13:26:48 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Analisi critica? Sofismi e strabismi. di jeronimopower</title>
		<link>http://www.pinostrano.it/blog/analisi-critica-sofismi-e-strabismi/comment-page-1/#comment-16426</link>
		<dc:creator>jeronimopower</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 13:26:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ma l&#039;estratto della quarta critica è molto ragionevole. La domanda &quot;chi ha stabilito le regole?&quot; sarà legittima, ma è bene anche ricordare che senza qualcuno che inizia, stabilendo delle regole, non si arriverebbe da nessuna parte (non si partirebbe proprio). Poi ha sempre senso lasciare che queste regole vengano cambiate? Secondo me chi costruisce una cosa simile anche con le migliori intenzioni (e non dico che Grillo le abbia) si trova costretto a imporre una certa rigidezza nel rispetto delle regole base decise a priori (non fa niente come, è irrilevante, visto che le regole sono state accettate da chi vi ha aderito). Cosa accade altrimenti? Che ognuno se ne va facendo qualcosa di simile ma diverso in questo o quel punto. La frammentazione,  che espone ancora di più la debolezza di qualcosa di nuovo e in costruzione e lo espone agli attacchi di chi è intenzionato a impedire simili &quot;rivoluzioni&quot;, distrugge il movimento e lo rende inutile. Esattamente quello che vogliono &quot;alcuni&quot;. I principi vanno bene ma purtroppo simili progetti, trovandosi in un ambiente troppo ostile, devono avere una rigidezza simile a una setta nei confronti delle &quot;regole interne&quot; e delle idee base. 
Come si fa poi a costruire tali regole interne e idee base a partire da niente e con un processo totalmente democratico dove &quot;uno vale uno&quot;? Probabilmente si può ma rifletta su cosa accade: ad averlo deciso saranno comunque gli adepti della prima ora; quelli che verranno o accetteranno quanto il nucleo iniziale ha deciso, reputandolo buono, o vorranno cambiare le cose, che non hanno deciso loro perché &quot;assenti&quot;. Se ciò è consentito e le regole base sono soggette a mutamenti &quot;fluidi&quot;, la &quot;direzione&quot; diventa poco chiara (almeno da fuori tale appare), ognuno utilizza la &quot;piattaforma&quot; non per darle forza ma per portare un suo contributo, che è ok, ma in questo modo essa risulta essere in perenne costruzione e pertanto perennemente debole e facile da colpire e affondare ad opera di chi ha interessi opposti. Se invece non si permette e si mantiene compatto il gruppo, al prezzo di aprirsi a questo tipo di critiche, ci sono più probabilità di raggiungere i risultati preposti, che sono quelli a cui gli adepti devono badare di più. 
In questa fase iniziale critica accettare che Grillo (apparentemente) lavori per stabilire una dittatura (affermazioni opinabile se presa alla lettera) è una necessità. In futuro, quando si sarà raggiunta una certa maturità &quot;operativa&quot;,  Grillo (e Casaleggio) non avranno più il loro ruolo attuale. Considerando che la &quot;democrazia diretta&quot; e la &quot;retorica&quot; del &quot;uno vale uno&quot; sono solo alcuni degli obiettivi (e tra i più difficili e di ampio respiro) nell&#039;immediato li terrei sì sotto osservazione, ma lavorerei di più affinché, &quot;dittatura&quot; o non &quot;dittatura&quot; del capo Grillo, altri punti del programma, per i quali il M5S è stato votato, vengano effettivamente rispettati.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma l&#8217;estratto della quarta critica è molto ragionevole. La domanda &#8220;chi ha stabilito le regole?&#8221; sarà legittima, ma è bene anche ricordare che senza qualcuno che inizia, stabilendo delle regole, non si arriverebbe da nessuna parte (non si partirebbe proprio). Poi ha sempre senso lasciare che queste regole vengano cambiate? Secondo me chi costruisce una cosa simile anche con le migliori intenzioni (e non dico che Grillo le abbia) si trova costretto a imporre una certa rigidezza nel rispetto delle regole base decise a priori (non fa niente come, è irrilevante, visto che le regole sono state accettate da chi vi ha aderito). Cosa accade altrimenti? Che ognuno se ne va facendo qualcosa di simile ma diverso in questo o quel punto. La frammentazione,  che espone ancora di più la debolezza di qualcosa di nuovo e in costruzione e lo espone agli attacchi di chi è intenzionato a impedire simili &#8220;rivoluzioni&#8221;, distrugge il movimento e lo rende inutile. Esattamente quello che vogliono &#8220;alcuni&#8221;. I principi vanno bene ma purtroppo simili progetti, trovandosi in un ambiente troppo ostile, devono avere una rigidezza simile a una setta nei confronti delle &#8220;regole interne&#8221; e delle idee base.<br />
Come si fa poi a costruire tali regole interne e idee base a partire da niente e con un processo totalmente democratico dove &#8220;uno vale uno&#8221;? Probabilmente si può ma rifletta su cosa accade: ad averlo deciso saranno comunque gli adepti della prima ora; quelli che verranno o accetteranno quanto il nucleo iniziale ha deciso, reputandolo buono, o vorranno cambiare le cose, che non hanno deciso loro perché &#8220;assenti&#8221;. Se ciò è consentito e le regole base sono soggette a mutamenti &#8220;fluidi&#8221;, la &#8220;direzione&#8221; diventa poco chiara (almeno da fuori tale appare), ognuno utilizza la &#8220;piattaforma&#8221; non per darle forza ma per portare un suo contributo, che è ok, ma in questo modo essa risulta essere in perenne costruzione e pertanto perennemente debole e facile da colpire e affondare ad opera di chi ha interessi opposti. Se invece non si permette e si mantiene compatto il gruppo, al prezzo di aprirsi a questo tipo di critiche, ci sono più probabilità di raggiungere i risultati preposti, che sono quelli a cui gli adepti devono badare di più.<br />
In questa fase iniziale critica accettare che Grillo (apparentemente) lavori per stabilire una dittatura (affermazioni opinabile se presa alla lettera) è una necessità. In futuro, quando si sarà raggiunta una certa maturità &#8220;operativa&#8221;,  Grillo (e Casaleggio) non avranno più il loro ruolo attuale. Considerando che la &#8220;democrazia diretta&#8221; e la &#8220;retorica&#8221; del &#8220;uno vale uno&#8221; sono solo alcuni degli obiettivi (e tra i più difficili e di ampio respiro) nell&#8217;immediato li terrei sì sotto osservazione, ma lavorerei di più affinché, &#8220;dittatura&#8221; o non &#8220;dittatura&#8221; del capo Grillo, altri punti del programma, per i quali il M5S è stato votato, vengano effettivamente rispettati.</p>
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		<title>Commenti su Sondaggi o depistaggi? di Angela Mc keever</title>
		<link>http://www.pinostrano.it/blog/sondaggi-o-depistaggi/comment-page-1/#comment-16202</link>
		<dc:creator>Angela Mc keever</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 19:28:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[è incredibile porca miseria]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è incredibile porca miseria</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su L&#8217;immancabile: chi sono? di Brucesprinstistinstin</title>
		<link>http://www.pinostrano.it/blog/about/comment-page-1/#comment-16128</link>
		<dc:creator>Brucesprinstistinstin</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2013 23:53:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CIAO PINO VAI]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CIAO PINO VAI</p>
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		<title>Commenti su Uscire dall&#8217;europa e dall&#8217;euro: ma da quale porta? di Angela Mc keever</title>
		<link>http://www.pinostrano.it/blog/uscire-dalleuropa-e-dalleuro-ma-da-quale-porta/comment-page-1/#comment-16120</link>
		<dc:creator>Angela Mc keever</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2013 10:26:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[sono perfettamente d&#039;accordo Laura Raduta ,l&#039;importante è un alto livello di coscienza e consapevolezza del sè ,sia che si scelga la strada democratica del voto sia che si scelga la rivoluzione armata ,ma soprattutto essere pronti per il dopo in questo la vediamo allo stesso modo]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono perfettamente d&#8217;accordo Laura Raduta ,l&#8217;importante è un alto livello di coscienza e consapevolezza del sè ,sia che si scelga la strada democratica del voto sia che si scelga la rivoluzione armata ,ma soprattutto essere pronti per il dopo in questo la vediamo allo stesso modo</p>
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		<title>Commenti su Cittadini alla conquista della sovranità. di pino</title>
		<link>http://www.pinostrano.it/blog/cittadini-alla-conquista-della-sovranita/comment-page-1/#comment-15254</link>
		<dc:creator>pino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 23:13:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pinostrano.it/blog/?p=1030#comment-15254</guid>
		<description><![CDATA[Caro (senza alcuna piaggeria) Gianluca,
intanto grazie, sono felice che esiste almeno un cittadino che ha aperto gli occhi. Cioè tu. :-)
Però c&#039;è del vero in quello che dici. Non sono molto numerosi i cittadini di questo tipo. Oggi.
D&#039;altra parte oltre ai motivi che citi tu io ci aggiungerei anche la quasi inutilità del tipo di partecipazione che fino ad oggi è stata offerta ai cittadini: una finta partecipazione il cui scopo è sempre stato carpire il voto (ultimo e unico scampolo di vera sovranità rimasta) fino a deprivarlo anche della semplice possibilità di scegliere almeno il nome dell&#039;eletto. Perchè partecipare quindi? A cosa? 

La degenerazione del sistema politico è esattamente tutta qui: si è rubata la sovranità al popolo. Lentamente, giorno per giorno, con blandizie, furbizie, notizie, paure, leggine e leggette erodendo il poco di buono della nostra costituzione e con la continua sollecitazione degli aspetti più deteriori presenti in ogni animo umano. Anche nel nostro. 
La fuga dalla politica come una cosa sporca da parte di chi nonostante tutto moralmente non cede ma non vede soluzioni ha conosolidato il disastro.
Per qualche miracolo alcuni però, non solo non cedono, ma resistono e reagiscono. A partire da questi possiamo e dobbiamo opporci. Possiamo e dobbiamo strappare pezzi di sovranità e renderli disponibili ai legittimi proprietari. Per primo a quei cittadini pure sensibili, che pure sono altro rispetto al sistema arraffone e insano, ma che hanno perso speranza. Noi dobbiamo mostrare che è possibile qualcosa di diverso.
E&#039; un opera forse anche di lungo periodo , ma non ci sono scorciatoie nè alternative.

Pertanto alla tua osservazione rispondo:
Ebbene, se nessun cittadino vuole partecipare e tutti vogliono solo delegare o farsi i fatti propri, OK. Delegatemi! :-) Io cercherò lo stesso di rappresentare il bene comune. E sappiate che se anche uno solo di voi vorrà partecipare, avrà immediatamente la possibilità di usare la sua porzione di sovranità. Anche uno solo di quei cittadini lo potrà fare.
Tu sicuramente avrai letto le condizioni della mia candidatura così come di quella di tutti gli altri candidati consiglieri. Non entro qui nei dettagli. Se vuoi però possiamo parlare anche di quelli.

Quello che importa è che se offri possibilità REALI di esercitare la propria sovranità, forse anche gli sfiduciati, cambieranno il loro atteggiamento rinunicatario, e almeno per le cose di loro interesse, parteciperanno.
Io non vedo altre strade possibili.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro (senza alcuna piaggeria) Gianluca,<br />
intanto grazie, sono felice che esiste almeno un cittadino che ha aperto gli occhi. Cioè tu. <img src='http://www.pinostrano.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Però c&#8217;è del vero in quello che dici. Non sono molto numerosi i cittadini di questo tipo. Oggi.<br />
D&#8217;altra parte oltre ai motivi che citi tu io ci aggiungerei anche la quasi inutilità del tipo di partecipazione che fino ad oggi è stata offerta ai cittadini: una finta partecipazione il cui scopo è sempre stato carpire il voto (ultimo e unico scampolo di vera sovranità rimasta) fino a deprivarlo anche della semplice possibilità di scegliere almeno il nome dell&#8217;eletto. Perchè partecipare quindi? A cosa? </p>
<p>La degenerazione del sistema politico è esattamente tutta qui: si è rubata la sovranità al popolo. Lentamente, giorno per giorno, con blandizie, furbizie, notizie, paure, leggine e leggette erodendo il poco di buono della nostra costituzione e con la continua sollecitazione degli aspetti più deteriori presenti in ogni animo umano. Anche nel nostro.<br />
La fuga dalla politica come una cosa sporca da parte di chi nonostante tutto moralmente non cede ma non vede soluzioni ha conosolidato il disastro.<br />
Per qualche miracolo alcuni però, non solo non cedono, ma resistono e reagiscono. A partire da questi possiamo e dobbiamo opporci. Possiamo e dobbiamo strappare pezzi di sovranità e renderli disponibili ai legittimi proprietari. Per primo a quei cittadini pure sensibili, che pure sono altro rispetto al sistema arraffone e insano, ma che hanno perso speranza. Noi dobbiamo mostrare che è possibile qualcosa di diverso.<br />
E&#8217; un opera forse anche di lungo periodo , ma non ci sono scorciatoie nè alternative.</p>
<p>Pertanto alla tua osservazione rispondo:<br />
Ebbene, se nessun cittadino vuole partecipare e tutti vogliono solo delegare o farsi i fatti propri, OK. Delegatemi! <img src='http://www.pinostrano.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Io cercherò lo stesso di rappresentare il bene comune. E sappiate che se anche uno solo di voi vorrà partecipare, avrà immediatamente la possibilità di usare la sua porzione di sovranità. Anche uno solo di quei cittadini lo potrà fare.<br />
Tu sicuramente avrai letto le condizioni della mia candidatura così come di quella di tutti gli altri candidati consiglieri. Non entro qui nei dettagli. Se vuoi però possiamo parlare anche di quelli.</p>
<p>Quello che importa è che se offri possibilità REALI di esercitare la propria sovranità, forse anche gli sfiduciati, cambieranno il loro atteggiamento rinunicatario, e almeno per le cose di loro interesse, parteciperanno.<br />
Io non vedo altre strade possibili.</p>
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