Dic 072012
 

Ringrazio per gli attestati di stima per la mia persona come candidato presidente alle regionali per la RETE DEI CITTADINI.
Gli auguri e gli in bocca al lupo vanno però rivolti, non tanto a me, ma a tutti noi. Non è un presidente o un altro il problema, o la soluzione. Ma la conquista della sovranità da parte dei cittadini. Questa sovranità oggi è miseramente ridotta al solo voto elettorale. Possiamo solo scegliere chi ci comanderà.
Il nostro modo di interpretare il ruolo di rappresentante eletto, invece, è quello di considerarci strumenti attraverso i quali i cittadini possano durante tutta la legislatura, quando e se lo vogliono, esercitare direttamente la loro sovranità. La RETE DEI CITTADINI ha inventato strumenti e metodi perchè queste non siano solo parole. Altri ancora ne stiamo costruendo.
Se ne avremo la forza modificheremo anche lo statuto regionale introducendo il referendum deliberativo e altri strumenti per la partecipazione, la trasparenza e il controllo dell’attività del governo regionale restituendo quindi sovranità a tutti i cittadini e non solo a quelli che ci sostengono e ci voteranno.

La conquista della vera democrazia non è fine a se stessa, ma il solo modo che abbiamo  per poter realizzare una società più giusta, dove i diritti degli esseri umani si realizzino e in armonia con gli altri esseri viventi e il pianeta tutto. Ciò che è bene comune, non può che essere definito deciso e tenuto sotto il controllo dell’ultima parola sovrana da parte dei cittadini tutti e non di pochi eletti.

Ma senza governo dell’economia nessun cambiamento è possibile. E senza sovranità monetaria il governo dell’economia è illusorio. Sappiamo che la sovranità monetaria è un problema di ordine nazionale, MA anche a livello regionale è possibile pensare a strumenti monetari e finanziari alternativi. Ci batteremo anche per questo. Ci batteremo per il Lazio possa essere un esempio di come i cittadini possono cambiare la

Dobbiamo liberarci dalla condizione di quasi -schiavitù, di sudditanza, che oggi viviamo. Siamo sudditi di politici che si rivolgono a noi al solo scopo di strapparci il voto per fare poi quello che gli pare. A loro volta quelli sono servi delle banche sovranazionali in mano a un pugno di persone che “governano” il mondo incuranti dei morti e del disfacimento del pianeta se questo si traduce in maggiore potere per loro. E noi oggi siamo quindi servi dei servi.

Noi rivendichiamo il diritto per ciascun essere umano di decidere delle proprie sorti, rivendichiamo l’intera sovranità sulla nostra vita.
Il nostro programma è sotto il controllo dei cittadini: oggi nella definizione dei suoi contenuti, domani nella sua attuazione. Tutti i cittadini che hanno compreso e vogliono essere liberi possono partecipare insieme a noi a questa battaglia per la conquista della sovranità alla sola condizione di condividere il nostro manifesto e i metodi di democrazia. Come uno tra uni. Come sovrani tra sovrani. Senza privilegi per nessuno. Senza comandanti e lider inamovibili per statuto.
La RETE DEI CITTADINI non appartiene a UNA persona, appartiene a chi ne fa parte. Ma senza la partecipazione e l’unione di questi cittadini a formare una rete di solidarietà, partecipazione o anche semplice supporto materiale o di opinione, nulla sarà possibile. E per questo come candidato presidente io ho senso solo se al servizio del progetto di questa RETE per la conquista della sovranità. In bocca al lupo a tutti noi.

 Posted by at 03:53

  2 Responses to “Cittadini alla conquista della sovranità.”

  1. Oltre ad associarmi a tutti coloro che ti esprimono stima (e gratitudine, aggiungo), noto con disillusione che nonostante i vostri sforzi e l’encomiabile lavoro di partecipazione e vera e propria costruzione del futuro che la RETE mette in campo, in questo paese mancano i CITTADINI.
    Scrivi:

    considerarci strumenti attraverso i quali i cittadini possano durante tutta la legislatura, quando e se lo vogliono, esercitare direttamente la loro sovranità

    Caro Pino, i cittadini NON vogliono esercitare la loro sovranità, chi per un motivo, chi per un altro, è davvero sparuta la cittadinanza che rinuncia anche ad un solo millimetro dei propri agi, delle proprie abitudini, dei propri trastulli, dei propri inutili interessi (quali? calcio, gossip, tv, la solita subcultura che sta mandando al macero questo paese), per ESERCITARE LA SOVRANITA’ che qualcuno, povero illuso, oltre 50 anni fa s’era preso la briga di riconoscergli.
    In bocca al lupo. Davvero.

  2. Caro (senza alcuna piaggeria) Gianluca,
    intanto grazie, sono felice che esiste almeno un cittadino che ha aperto gli occhi. Cioè tu. 🙂
    Però c’è del vero in quello che dici. Non sono molto numerosi i cittadini di questo tipo. Oggi.
    D’altra parte oltre ai motivi che citi tu io ci aggiungerei anche la quasi inutilità del tipo di partecipazione che fino ad oggi è stata offerta ai cittadini: una finta partecipazione il cui scopo è sempre stato carpire il voto (ultimo e unico scampolo di vera sovranità rimasta) fino a deprivarlo anche della semplice possibilità di scegliere almeno il nome dell’eletto. Perchè partecipare quindi? A cosa?

    La degenerazione del sistema politico è esattamente tutta qui: si è rubata la sovranità al popolo. Lentamente, giorno per giorno, con blandizie, furbizie, notizie, paure, leggine e leggette erodendo il poco di buono della nostra costituzione e con la continua sollecitazione degli aspetti più deteriori presenti in ogni animo umano. Anche nel nostro.
    La fuga dalla politica come una cosa sporca da parte di chi nonostante tutto moralmente non cede ma non vede soluzioni ha conosolidato il disastro.
    Per qualche miracolo alcuni però, non solo non cedono, ma resistono e reagiscono. A partire da questi possiamo e dobbiamo opporci. Possiamo e dobbiamo strappare pezzi di sovranità e renderli disponibili ai legittimi proprietari. Per primo a quei cittadini pure sensibili, che pure sono altro rispetto al sistema arraffone e insano, ma che hanno perso speranza. Noi dobbiamo mostrare che è possibile qualcosa di diverso.
    E’ un opera forse anche di lungo periodo , ma non ci sono scorciatoie nè alternative.

    Pertanto alla tua osservazione rispondo:
    Ebbene, se nessun cittadino vuole partecipare e tutti vogliono solo delegare o farsi i fatti propri, OK. Delegatemi! 🙂 Io cercherò lo stesso di rappresentare il bene comune. E sappiate che se anche uno solo di voi vorrà partecipare, avrà immediatamente la possibilità di usare la sua porzione di sovranità. Anche uno solo di quei cittadini lo potrà fare.
    Tu sicuramente avrai letto le condizioni della mia candidatura così come di quella di tutti gli altri candidati consiglieri. Non entro qui nei dettagli. Se vuoi però possiamo parlare anche di quelli.

    Quello che importa è che se offri possibilità REALI di esercitare la propria sovranità, forse anche gli sfiduciati, cambieranno il loro atteggiamento rinunicatario, e almeno per le cose di loro interesse, parteciperanno.
    Io non vedo altre strade possibili.

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