Mar 022010
 

Un altalena di emozioni. Non saprei come altrimenti definire queste ultime 48 ore. Anzi, se ci metto anche i due giorni precedenti la presentazione delle firme, direi 96 ore. E’ troppo.

Prima il conteggio delle firme. 2000…, 2500…, 3000… “ehi ma non ci arriviamo… ” , “come non ci arriviamo?”… ansia e adrenalina a fiotti…  “ma avevamo fatto i conti… ” ” Beh ma che ne so… e le firme di aprilia? ” “ah,vero!!! ma dove sono?” ” ecco adesso arrivano”…telefonate… “ehi ma posso firmare, dove vado a firmare?” ” Mi dispiace ma i moduli dai comuni sono stati ritirati…”

E poi ancora tutti a controllare, verificare, le corse di nuovo al comune per richiedere i certificati che non erano stati trovati… E poi dopo la consegna ancora altre telefonate, messaggi in chat, uno scambio continuo di email… “Ma allora il listino regionale è stato accettato, si o no?” …”Ancora non si sa”… “Come non si sa?…Ma era tutto a posto?”… “Ma certo, ma non si sa mai”… “Ehi ma il listino provinciale”… “Si l’hanno accettato!”… “Evviva dai.”…”No,NO, per ora abbiamo solo consegnato, in mano abbiamo solo la ricevuta”… ” O… ma quanto tempo ci vuole?”… ” E latina?”… ” E viterbo?”… “Si dai ecco è ufficiale, listino regionale accetattato!!!”… “Sicuri?” ” SI certo, ma è naturale no? Avevamo tutto straregolare…”…”SI ma Latina? e quanto ci vuole”… “Ma insomma la finite di mandare duemila email al minuto??” “Abbiate pazienza”… “Si… ma… e Roma?”… E via così da 48 ore.

Dentro di me però, in realtà, nel mio intimo, sotto l’adrenalina ero e sono tranquillo. So che abbiamo lavorato bene. Abbiamo ricontrollato mille volte. Siamo stati meticolosi nella verifica delle firme e dei certificati corrispondenti. Abbiamo trascritto in un foglio excell tutti i dati di ogni singolo foglio di firme… che i cancellieri al tribunale quasi ci hanno fatto i complimenti. E alle otto e mezza eravamo lì per primi. Poi sono arrivati Laura e Cristiana e Tommaso con la loro macchinetta e le scatole di firme, quasi insieme all’enorme SUV del delegato della lista Storace… è venuto da ridere a tutti per la differenza. Una macchinetta con Laura piccola e delicata (apparentemente, che Laura è una macchina da guerra…) opposta al SUV con l’uomo grande e grosso e sicuro di sè.

Si, direi l’immagine paradigmatica. Noi siamo Davide contro Golia. Una lista di semplici cittadini. Di amanti della democrazia ormai ferita e nutrita a croste di pane. Armati solo del loro entusisamo e della certezza di essere nel giusto. Contro le corazzate di mediaset e degli apparati pubblicitari e milioni di euro. E contro la inerzia del sistema e delle menti di cittadini che si sono dimenticati che sono loro i sovrani. Che non ci credono più. Noi invece ci crediamo.

E intanto Golia si è già preso una sassata a causa della presunzione di chi può tutto. Di chi è abituato a comandare, a fare e disfare le regole a proprio piacimento. Di chi va al più importante rito della democrazia con la noia di chi deve sottoporsi a una fastidiosa “formalità burocratica”.  Peggio che andare all’ufficio postale. Si. Per loro la democrazia è “burocrazia”. Mi sembra di sentirli: <<Ma insomma si dovrebbe rimandare per questo il momento della pizzetta al pomodoro? Suvvia cancellieri, tenete aperte un momento le porte che torno tra un pò. Non vedete che non c’è neanche la tv? Questo ufficio non conta nulla.>> NO. Stavolta Golia ha sbattuto il muso contro  le leggi. Capita. Qui non c’è la prescrizione. Allungare il brodo non gioca a tuo favore. Stavolta la spocchia si è bloccata contro i carabinieri. Niente liste per il PdL. Toh! La cancelleria non è una succursale di Mediaset. Esistono delle regole. E non valgono solo per i deboli.

E questo è solo il principio. Per noi è iniziata una rivoluzione che si chiama democrazia.

Feb 272010
 

Più di 4500 cittadini, di cui 2600 nella provincia di Roma, hanno firmato per la RETE DEI CITTADINI. Così, proprio ora, alle 11 e 56, sono state ufficialmente depositate le liste dei candidati della rete dei Cittadini.
E’ un primo risultato importante, frutto di più di un mese di impegno costante di dialogo e confronto con i cittadini. Un confronto non facile, perchè abbiamo verificato quanto distacco e diffidenza sono ormai diffusi in tutti gli strati della popolazione verso la politica e i “politicanti”.

Questo è infatti il regalo più velenoso della degenerazione del nostro sistema democratico. L’idea che la politica sia una cosa sporca. Così le persone pulite si allontanano e si lascia più campo libero proprio alle persone “sporche”.

Noi pensiamo invece che occuparsi di politica sia una cosa nobile, prima ancora che un dovere e un diritto di ogni cittadino. Noi nasciamo per riprenderci il vero significato della politica. Noi pensiamo che la politica sia l’arte di occuparsi del bene comune. E come tale è diritto di ciascuno occuparsene e contribuire alle scelte della collettività. Noi vogliamo dare ai cittadini gli strumenti, normativi, poltici e tecnici perchè possano farlo, senza doversi sentire dire che invece devono delegare “chi di competenza” sempre e comunque.

E’ indicativo di questi tempi oscuri, che si sia costretti a ribadire queste ovvietà di base per la democrazia. La sovranità appartiene al popolo. I limiti e le forme in cui questa viene esercitata non possono essere tali da eliminarla. Noi lavoriamo per ridurli e per dare loro una forma che esalti la partecipazione invece di cancellarla.

Proprio per questo noi nasciamo e saremo sulle schede elettorali. Per ribadire il diritto di ogni cittadino a partecipare della gestione della cosa pubblica. E per offrire non solo parole, ma delle regole e un metodo pratico per realizzare questo. Non solo al momento delle elezioni, ma per tutto l’arco della legislatura.

Art. 15 dello Statuto:
– Obblighi degli Eletti di Lista
Ogni iscritto, in ogni momento, ha diritto di proporre un voto, un iniziativa o qualsiasi attività che sia di pertinenza o prerogativa, formale ed informale, dell’Eletto. Tali proposte saranno presentate ufficialmente a tutti gli altri iscritti e, dopo essere state discusse ed eventualmente emendate, e se approvate dalla maggioranza degli iscritti, verranno sostenute dagli Eletti, in tutte le sedi opportune.
L’Eletto, nell’esercizio delle sue funzioni e prerogative, è tenuto a votare ed agire coerentemente a tali deliberazioni, espresse secondo la volontà della maggioranza degli iscritti. Solo nel caso in cui fosse impossibile far giungere in tempo utile all’Eletto la volontà generale espressa dagli iscritti egli potrà agire secondo il proprio giudizio ritenendosi comunque sempre assolutamente vincolato ai programmi e alle indicazioni elaborate dalla Lista. Egli potrà liberamente emettere dichiarazioni personali relative a questioni di interesse dell’istituzione in cui è stato eletto, qualora specifichi la natura personale di tali dichiarazioni.
Nel caso ci fossero più Eletti, essi dovranno votare in maniera proporzionale alle volontà degli iscritti, secondo le indicazioni degli iscritti stessi.
L’Eletto sarà eventualmente coadiuvato da assistenti, eletti esclusivamente dall’Assemblea.
Feb 182010
 

rdcattachE così ho deciso non solo di sostenere questa lista ma di candidarmi. Ma andiamo con ordine.

Questa estate, mi chiamano alcuni amici e mi dicono che hanno intenzione di preparare una lista per le elezioni regionali del Lazio. La cosa interessante, per cui mi chiamano, è che vorrebbero mettere assieme movimenti e istanze diverse presenti sul territorio considerato che nessuna delle forze alternative esistenti da sola ha la forza per farcela.

Io, sinceramente, ero abbastanza “scarico”. Lo sforzo per la preparazione (prima teorica e poi pratica) di tutto il materiale della lista partecipata, era stato grande. Anche se la struttura era già definita da tempo (la prima edizione risale al 1996 !) i riadattamenti e soprattutto tutte le pratiche burocratiche necessarie per la concreta presentazione alle elezioni mi avevano veramente stancato. Per di più, dopo un iniziale interessamento di alcuni gruppi eravamo rimasti soli. E la fatica è stata veramente grande. Il fatto poi che non siamo riusciti a raggiungere il numero di firme necessario almeno alla presentazione confesso a me aveva anche tagliato le gambe.

Ma, era ovvio. La struttura dei dd, da sola non poteva farcela. Tuttavia rimaneva un patrimonio di esperienza notevole. La proposta di questi amici era quindi per certi versi interessante. Però io non potevo che passare la palla agli altri amici dei dd laziali, nel mentre che passavo la palla anche per molte altre cose relative alla gestione della organizzazione dei DD. La mia posizione era: se la democrazia diretta ha un senso, se l’organizzazione dei DD ha un senso, allora deve potersi reggere anche senza il mio apporto. Altrimenti, per quanto mi riguardava avevo dato.

Retta la fiaccola della DD fin dai tempi bui e solitari di craxiana memoria, ora l’idea si era sparsa e diffusa, tuttavia stentava ancora a coagulare in qualcosa di concreto e tangibile. Ma il mio compito non poteva essere quello di essere one-men-org. Io potevo essere e per certi versi sono stato, appunto, tedoforo di democrazia diretta. Non potevo anche fare squadra e pubblico. Perciò anche a questi amici la mia risposta fu: fate e io sarò sempre con voi. Ma non voglio essere io a tirare. Questa volta il carro lo deve tirare qualcun altro. In alternativa io posso sempre continuare a sviluppare al teoria della dd, senza obbligatoriamente dover dare io, sostanzialmente con le mie sole forze, “corpo” alle azioni. Neanche se poi queste azioni hanno anche effettivamente avuto successo, molto al di la delle nostre piccolissime forze. Come effttivamente in diverse occasioni è stato. Così, ho guardato. Per una volta mi sono messo a guardare. Sia verso l’organizzazione dei DD, ma ancora più verso questo tentativo.

Dopo diversi mesi di lavoro, oggi posso dire che quel tentativo ha trovato ragione di essere, non nella volontà superominica di qualcuno, ma nei fatti, nella struttura stessa del tessuto sociale del Lazio.

C’è un reale bisogno di democrazia e di partecipazione. Non è la farneticazione o la visione anche profetica, ma isolata, di uno solo. No. E’  un bisogno reale. E’ un grido di dolore che si alza dalla società laziale (punta dell’iceberg italiano), dimenticata. Dimenticata come tutti gli italiani onesti, che lavorano, che pensano non solo a se stessi ma anche al bene comune, perché sanno che da lì viene il bene duraturo. Che vogliono pensare al bene dei propri e degli altrui figli. Che pensano al territorio non solo come qualcosa da profanare e sfruttare e possedere, ma come qualcosa di prezioso dove si deve vivere tutti. Che se lo tratti bene ti può dare da campare. A te e ai tuoi cari, che lì devono vivere. Lì hanno la loro sola unica casa e terra. Che non possono essere delocalizzati o trasferiti alle isole Cayman, o su un altro pianeta. Noi e le generazioni future. C’è un bisogno che cresce di opporsi sul serio alla invadente verità televisiva. Alla forza di un potere che non esita a usare qualsiasi mezzo (legale e illegale) pur di affermarsi e autoconfermarsi come sfruttatore di una Italia trattata come merce. Usando le istituzioni per trasformare la legalità a proprio uso e consumo in una serie di norme compiacenti solo verniciate di forma democratica e che gridano vergogna al buon senso e alla giustizia.

La disinvoltura con cui prostitute e trans frequentano i palazzi sacri della res publica come fossero i back stage dei locali a luci rosse, è solo una pallida indicazione, nella spudoratezza, di quanto marcia sia la gestione di tutta la cosa pubblica. Ogni riferimento alla caduta dell’impero romano è lecito.

Così questa lista nata da un reale e faticoso processo aggregativo è un piccolo e robusto fiore nel mare di merda. Gruppi politici che di solito coltivano la propria specificità, i propri simboli, i propri obbiettivi, che hanno i loro leader, hanno in questo caso fatto qualcosa di meraviglioso. Il Partito Umanista, Per il Bene Comune, i Democratici Diretti, Il partito del Sud, Rinnovamento Italiano, la rete dei cittadini per Aprilia, i comitati di cittadini di Cerveteri, Civitavecchia e altri, molti altri, sia singoli che collegati a questo o a quello. Hanno rinunciato a una egoistica speranza di egemonia e hanno cercato ciò che univa.

Abbiamo scoperto che molto ci univa. Molto sia negli obiettivi che nei metodi. Pure eravamo e siamo diversi in molte cose. Ma qualcosa di unico ci unisce. Il più potente degli strumenti organizzativi, capace di far stare assieme anche modelli sociali e obiettivi diversi: la DEMOCRAZIA.

Sì. Al di là di tutto ci unisce l’idea che solo la democrazia ci può salvare. Solo la democrazia vera, quella partecipata, quella diretta. Quella che vede il rispetto di ogni idea e di ogni testa. E non solo al momento delle elezioni, ma sempre. Anzi ancora di più dopo le elezioni. Noi dd abbiamo contribuito dando risposte a molte domande della serie: si la democrazia diretta è bella ma come si fa? Abbiamo sgombrato il campo da falsi miti. Ricondotto a pratica verità, che non esclude la delega ma la tiene sempre sotto controllo (chi legge questo blog, lo può sapere). Abbiamo portato, spero con umiltà, il patrimonio di ricerche e lavoro quotidiano fornendo strumenti e modelli. Altri ne inventeremo assieme. Altri, ne sono sicuro, verranno. La strada è ora tracciata. Potremo anche forse persino non farcela in queste elezioni regionali. Ma cresceremo ogni volta di più fino riprenderci la capacità di gestire al nostra vita, fino a riprenderci la sovranità perduta.

Feb 162009
 

Roma, 16 Febbraio, 2009

 

Una premessa,
Sono stato presentato come il segretario dei Democratici Diretti.
Non parlo però a nome dell’Organizzazione: tra i DD nessuno parla a nome dei DD se non ha un mandato specifico.
Tuttavia userò il “noi” quando quello che dico credo sia condiviso dalla stragrande maggioranza dei membri.
Avrei mille cose da dirvi ma le limiterò a poche e sarò forzatamente molto schematico, per non usare un eccessiva quantità di quella risorsa primaria per la democrazia che è il 

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Mag 222008
 

Oltre la democrazia rappresentativa: la democrazia in differita, o a futura memoria. Altro che democrazia diretta.

Leggo e sento dei provvediementi presi ieri dal Consiglio dei Ministri. Giornali, tv, sull’autobus, al lavoro… tutti ne parlano: Ici abolita, immigrati calnndestini in galera…ma io mi chiedevo: ma di che cosa stiamo parlando? Tutti ne parlavano come se li conoscessero.

Io però volevo conoscere, non la versione riassuntiva dei giornali o tv, ma proprio i testi veri discussi e approvati. Volevo sapere che cosa è stato deciso e tutto quello che era stato deciso.

Lo so, sono diffidente. Del resto mi sono abiutuato ormai a trovare la concretezza dei provvediementi annunciati a caratteri cubitali molto spesso stravolta nei cosiddetti “dettagli”. Tipo : RIDOTTE LE TASSE! (ma solo per i redditi inferiori a 10.000 euro annui e per i cittadini alti un metro e novanta e coi capelli rossi)

Allora dopo una piccola ricerca sono andato qui:
http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/

e ho cercato i provvedimenti del CdM del 21 maggio 2008
e ho trovato questi risultati:
http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=39098
Provvedimenti
DECRETO-LEGGE: Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile.
Provvedimenti
DECRETO-LEGGE: Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica.
Provvedimenti
DECRETO-LEGGE : Misure urgenti in materia fiscale.
Provvedimenti
DISEGNO DI LEGGE: Disposizioni in materia di sicurezza pubblica.
Provvedimenti
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: Conferimento dell’incarico per le politiche europee al Ministro senza portafoglio on. Andrea Ronchi.
Provvedimenti
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del sisma verificatosi nel territorio della Repubblica Popolare Cinese il 12 maggio 2008.
Provvedimenti
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: Dichiarazione dello stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi nel territorio delle regioni Campania, Lazio e Lombardia.
Provvedimenti
DECRETO LEGISLATIVO: Attuazione della direttiva 2005/56/CE relativa alle fusioni transfrontaliere delle società di capitali.
Provvedimenti
DECRETO LEGISLATIVO: Attuazione della direttiva 2006/24/CE relativa alla conservazione di dati generali o trattati nell’ambito della fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico o di reti pubbliche di comunicazione e che modifica la direttiva 2002/58/CE.
Provvedimenti
DECRETO LEGISLATIVO: Modifiche ed integrazioni al DLG 8 gennaio 2007, n. 5, recante attuazione della direttiva 2003/86/CE relativa al diritto di ricongiungimento familiare. ESAME PRELIMINARE
Provvedimenti
DECRETO LEGISLATIVO: Ulteriori modifiche e integrazioni al DLG 6 febbraio 2007, n. 30, recante attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri ESAME PRELIMINARE
Provvedimenti
DECRETO LEGISLATIVO: Modifiche ed integrazioni al DLG 28 gennaio 2008, n. 25, recante attuazione della direttiva 2005/85/CE relativa alle norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato ESAME PRELIMINARE
Provvedimenti
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Autorizzazione ad assumere personale per le Forze di polizia, a norma dell’articolo 3, comma 89, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
Provvedimenti
DISEGNO DI LEGGE: Adesione della Repubblica italiana al Trattato concluso il 27 maggio 2005 tra il Regno del Belgio, la Repubblica federale di Germania, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, il Granducato di Lussemburgo, il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica d’Austria, relativo all’approfondimento della cooperazione transfrontaliera, in particolare allo scopo di contrastare il terrorismo, la criminalità transfrontaliera e la migrazione illegale (Trattato di Prum). Istituzione della banca dati nazionale del DNA e del laboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA. Delega al Governo per l’istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria.

Ognuno di questi titoli è a sua volta un link e io mi dico: figo! Finalmente si può accedere alle fonti e non a quello a cui vengono ridotte dai giornali. (Funzione magari anche utile, fino a quando non è obbligatoria o l’unica cosa cui si riesce ad accedere).
Perciò vado sul primo dei link e arrivo qui:
http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/dettaglio.asp?d=39099

mi dico: cavolo un altro ciclk… e vabbè, clicco e… sorpresa! Che cavolo…MI ritrovo esattamente sulla pagina da cui sono partito!!
E’ una presa per il CULO?????
Provo con tutti gli altri link e…. la stessa cosa!!!!!

Provo allora a vedere se la stessa cosa per caso non valga per caso anche per i precedenti CdM. per fortuna no.

Mi chiedo quale impedimento ci possa essere a pubblicare su una pagina il testo dei provvedimenti che CERTAMENTE esiste, è stato stampato ed è a disposizione dei deputati e sicuramente sarà anche già bello che in formato digitale… bah.

Non stiamo parlando del blog di mia nonna, ma del sito del Consiglio dei Ministri! Quale mostruosa efficienza ci vorrà mai a mettere in linea 4 o 5 kb di roba per link? Se li passano a me glielo faccio io gratis in (voglio esagerare) in un ora.

Perchè? Mi chiedo perchè? Perchè non si può avere accesso alle fonti in tempi brevi, ma solo dopo, come se uno cercasse informazioni a valenza storica e non a valenza politica.
Perchè uno deve accontentarsi dei riportati dai giornali, delle sintesi (sempre opinabili) dei giornali o del governo stesso?
E non posso fare ameno di pensare che ciò sia voluto. Che vogliono questi cittadini normali?
E me li immagino “ragionare” a un qualche livello della loro psiche contorta e corrotta proprio così: “Pretenderanno mica di sapere in tempo reale ciò che li riguarda? Non basta che vi diciamo noi? Zitti e acclamate. Vi butto le pagnotte e volete anche sapere dove e quando e chi le ha fatte?”

Scusate, ma mi sorge spontaneo: che vadano affancuuUUloooOOO!!!! (detto come lo dice Aldo compare di Giovanni e Giacomo)

 

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