Mag 212011
 

Calendario della settimana nazionale della Democrazia Diretta
Data Ora Luogo Organizzatore Relatore
22-mag 14:15 Firenze Brambilla Roberto T. Benedikter/P. Michelotto
Fortezza da basso
23-mag 20:30 Trento Michelotto Paolo Paolo Michelotto
Sala Tromba v. Cavour 27
24-mag 18:30 Ginevra T. Grassi/E. Banfi A. Gross/L. Zaquini
Università Uni Mail salle R070 Bd. Du Pont-d’Arve 40
24-mag 20:30 Sesto San Giovanni (Milano) Rinco Dario B. Aprile/D. Rinco
biblioteca civica v. Dante 6
27-mag 21:00 Alessandria Dell’Alba Franco B. Aprile/D. Rinco
sala “taglierina del pelo” circoscrizione Europista, v. Wagner 38
27-mag 20:30 Mira (Venezia) Minotto Vilma Paolo Michelotto
biblioteca Oriago, v. Venezia 172
28-mag 18:00 Cesena (Forlì-Cesena) Valentina Fabbri B. Aprile/D. Rinco
Magazzino Parallelo, v. Genova 70/84 (ex Mercato Ortofrutticolo) Festa del Riciclo 2011
28-mag 17:00 Formia (Latina) Nocella Giovanni Pino Strano
Sala archivio storico del comune, v. Lavanga 140
29-mag 15:30 Gravere, (Torino) Chirico Lorenzo B. Aprile/D. Rinco
Salone polivalente v. Roma 3 Borgata Refornetto
30-mag 20:00 Modena Grotti Gabriele B. Aprile/P. Michelotto
Sala conferenze Giacomo Ulivi v. Ciro Menotti 137
31-mag Chatillon (Aosta) Aostaviva T. Benedikter/R. Louvin
31-mag 20:00 Marsala (Trapani) Cassini Giuseppina B. Aprile/D. Rinco
Pinacoteca Comunale P.zza Carmine
01-giu 21:00 Albignasego (Padova) Ronchitelli Remo Dario Rinco
sala don Milani v. Marconi 44
01-giu 17:00 Roma Pino Strano, Sergio Mazzanti Pino Strano
Sala riunioni del Senato, Palazzo ex Bologna, via di Santa Chiara
01-giu 18:00 Vicenza Zancan/Macripo’ Thomas Benedikter
Patronato Leone XIII, Via Vittorio Veneto, 1
03-giu 21:00 Concorezzo Brambilla Roberto Dario Rinco
Centro civico p.zza Falcone/Borsellino
03-giu 20:30 Rovereto (Trento) Michelotto Paolo Paolo Michelotto
centro civico Brione, Via S. Pellico 16

 

Mar 292010
 

mun XVIII seggio 1743.

Dopo essermi accreditato regolarmente alle 16.00 di sabato. Tutta la domenica sono stato presso il mio seggio.

Oggi, all’arrivo al seggio, il presidente mi dice che mi deve parlare e mi porta nel corridoio per parlare più tranquilli.

Mi dice che altri rappresentanti di lista si sono lamentati che io sosto nel seggio.

Mi meraviglio e rispondo che forse allora non conoscono la legge perché io ho diritto a stare nella stanza delle votazioni e a indossare una fascia o altro distintivo della mia lista elettorale.

Il presidente insiste e mi dice che per quieto vivere, visto che il suo compito è fare in modo che non c siano problemi di sorta nello svolgimento delle votazioni… Mi dice che “sostare” non è la stessa cosa di “stare” o avere accesso e quindi se posso non “sostare” o stare seduto sulla sedia. Io ho preso infatti una delle sedie presenti nell’aula e dopo aver chiesto dove potevo metterla e avendo ricevuto indicazione. me ne stavo seduto su di quella, in disparte, durante le votazioni, scambiando ogni tanto due parole con gli scrutatori quando non c’erano elettori.

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Mar 262010
 

Da quando sono comparsi i manifesti inneggianti a Marzia “vera comunista”,
ci chiediamo chi li abbia messi e dove sono stati stampati.
Il perché, invece, ci è stato subito chiaro.
Servono a screditare Marzia e La Rete dei Cittadini agli occhi delle persone a cui noi invece diciamo quello che siamo:
Nè destra, nè sinistra nè centro. Siamo contro la casta e per cittadini senza ideologie. E il messaggio arriva.
Soprattutto a quelli che schifati dalla vicenda del PDL e che hanno capito la verità, si rivolgono a noi alla ricerca di aria pulita, di onestà.
E qualcuno da qualche parte se ne sta accorgendo. E ha paura.
davide contro goliaPaura di noi formichine.

Tre ore fa, David mi telefona, e mi dice che ha individuato la tipografia.
Eureka!
“Bravissimo David! Sei un mito!”
Che fare? “Ma andare subito e chiedere conto!”.
Sta in via dell’omo 55. David è forte. David va.
Si presenta. Lui è un candidato della Rete dei Cittadini
e dice che sappiamo che  i manifesti così e cosà, sono stati stampati da lui
Quello che sembra il gestore, un certo Bruno, conferma e curioso chiede perché.

David dice che vorremmo sapere chi è che ha commissionato quei manifesti.  Che dice cose sbagliate e che Marzia non approva affatto.  Ma non crediamo che sia un amico.
Lui annaspa, dice che non sapeva che erano un problema, che anzi chi glieli ha commissionati ha detto che stava facendo un favore  alla Marzoli
David insiste e dice che vogliamo saperlo, perché comunque è vietato stampare manifesti senza che si possa individuare da chi sono stati commissionati e da chi sono firmati. Che almeno ci faccia sapere se era un amico, che ha sbagliato, allora tutto finisce lì, ma se invece è stato un atto maligno allora le conseguenze saranno una denuncia ai carabinieri.
Bruno, chiama.  L’altro dice a Bruno di non credere che David è un rappresentante della rete, che invece sarà qualcuno dei radicali, incazzato e lui non vuole che loro sappiano di questo favore.
David allora mostra i volantini . i suoi santini, i suoi documenti . Non ci sono dubbi lui è della Rete dei Cittadini.
Che quindi richiamasse e dicesse chi è senza paura.
Bruno richiama. L’altro allora dice che i manifesti li ha commissionati proprio Marzia Marzoli. La bugia è troppo grossa, tuttavia anche per dimostrare a Bruno che non è vero, David La chiama con lui presente. E Bruno capisce che Marzia ovviamente dice che la cosa è semplicemente ridicola e di muoversi con prudenza, quella è gente cattiva.
Ma David chiede a questo punto con molta gentilezza, ma grande decisione, di saper il nome. Che la cosa è grave. Bruno dice che, adesso ha capito la situazione, che gli dispiace ma lo dirà solo ai carabinieri.
Evidentemente, anche lui deve muoversi con “prudenza”.
Piuttosto visto il danno che, anche senza volere, lui ha causato è disposto a stamparci 10.000 manifesti a prezzo del costo della sola carta: 1000 euro. David ringrazia, ma noi non vogiiamo affatto sporcare tutta Roma. Ci basta che i nostri manifesti, siano affissi nei nostri spazi previsti dal comune: il 5e 6 e il 35 36.
Ci basterebbero, perché appena appiccicati ce li coprono subito con una valanga di mondezza tutta illegale.
Discutiamo e decidiamo di andare subito dai carabinieri a denunciare i fatti descritti.
MI chiede se voglio mettere anche il mio nome nella denuncia. Io gli rispondo che lo farei volentieri ma sono a Ostia, a lottare anche io contro gli attacchini abusivi e sto appena uscendo dal comando dei vigili urbani per chiedere un minimo di controllo e di rispetto delle regole. Almeno di attenzione verso chi le regole le rispetta. Tutte.
David va dai Carabiinieri. Tra un po mi dirà come è andata. Gli raccomando di parlare col comandante della stazione o col vice, che la questione è grave.
David, hai ragione, non ti preoccupare. Sono con te. Lo dico qua. Pubblicamente, sul mio blog. Hai la mia parola d’onore. Dividerò conte ogni eventuale spesa legale e affanno che ci sarà da condividere per combattere questa feccia.

Mentre sta andando, David mi richiama. Ha notato che da stamane, strane macchine piene di manifesti con persone evidentemente straniere, stazionano vicino ai bandoni del comune per  appiccicare i manifesti. Ha notato che i nostri manifesti vengono immediatamente ricoperti subito dopo essere stati appicciati nei nostri spazi: il n.5 e 6 e il n. 35 e 36. La gente neanche sa che ognuno ha i suoi e non servono come campo di battaglia. Noi soli,  li abbiamo messi unicamente nei nostri spazi. In nessun altro posto. Per i fuorilegge è facile zittirci. Chi rispetta le regole soccomberà a chi ne fa strame? sarà così, se le forze dell’ordine non difendono la legalità. Sarà così se i cittadini non ci daranno forza.
David va verso la stazione dei Carabinieri.
E’ quasi un segno divino, che chi sta facendo questo si chiami così. Combattiamo con la fionda contro dei fuorilegge che non gli importa di nulla. Che non esitano a nessun mezzo pur di non cedere neanche un granellino di potere ai legittimi proprietari: il popolo. Anzi i singoli cittadini. E siamo appena all’inizio.
Cittadini onesti, aiutateci. Aiutatevi.

 Posted by at 16:10
Mar 202010
 
Da quando sono ufficialmente candidato al consiglio regionale per la Rete Dei Cittadini, dentro di me, qualcosa è successo.
E credo che la stessa cosa succeda anche a diversi altri candidati.
La sola possibilità di raggiungere una posizione di potere,  turba.
Ciascuno di noi si sta confrontando con un demone.
Lo stesso demone che noi combattiamo e contro il quale, almeno io, ma credo tutti noi abbiamo costruito questa lista.
Il demone del potere e l’uso che puoi farne a tuo vantaggio, piuttosto che a vantaggio di chi te lo ha delegato.
E’ normale, e bello, che nella Rete ci siano diverse anime.
Ci sono i singoli alla ricerca di un nuovo strumento non ancora compromesso con i giochi della casta, dove realizzare il proprio bisogno partecipativo senza sentirsi ingabbiato e strumentalizzato. Ognuno poi con la sua istanza particolare.
Ci sono coloro i quali, come me, avevano già un riferimento politico preciso, con ideali e obiettivi anche ben definiti, che hanno visto che era necessario raggiungere una dimensione di coordinamento stretto in un progetto comune con altri gruppi altrettanto definiti e distinti ma con i quali c’erano evidenti sinergie.
C’è chi ha portato l’anima del rispetto per l’ambiente, C’è chi ha portato il bisogno della sovranità territoriale e il diritto di riconoscersi come espressione di una storia, di un territorio. C’è chi ha portato l’anima del desiderio di rinnovare il patto con le istituzioni nella direzione etica. Chi la bellezza e la gioia di lavorare per il bene comune.
Io, insieme agli altri democratici diretti, ho portato quella che, senza ipocrisia,  ritengo sia la sola novità vera: uno strumento e una metodologia per il controllo del rappresentante ispirato ai principi della partecipazione democratica diretta e della revocabilità del mandato. L’art.15 del nostro statuto. L’impegno dei candidati a rispettarlo e la lettera di dimissioni in bianco. Oltre al contributo alla costruzione de programma nella parte che riguarda l’introduzione degli strumenti partecipativi e di controllo, come il referendum deliberativo.
Voglio dire che nella Rete, nessuno ha perso la propria individualità e le proprie idee. E meno male. E comunque è così.
Come candidato della Rete, in questo schifo di sistema rappresentativo devo cercare voti i quali arrivano anche anche come consenso alla persona.
Come candidato espressione dei Democratici Diretti lo devo cercare anche come sostegno politico, che rafforzi l’anima democratica diretta della Rete, che non è così scontata. Non ancora, almeno.
Ma, per me come essere umano, e come democratico diretto, questo dovere di pormi anche in una posizione di ricerca di consenso da fare però convergere sulla mia persona mi pone di fronte  alla contraddizione tra assunzione di ruolo individuale e necessità che questo ruolo sia solo strumento.
Non vorrei parlare anche per gli altri, anche se credo che pure molti di loro  subiscano la stessa dinamica. Non tutti, forse ne sono consapevoli o la temono; addirittura qualcuno forse la cercava. Siamo esseri umani e non santi. Ma Io ho sentito dentro di me, mordere il demone del potere.
E ho visto anche i miei amici diventare un pò diversi. Talvolta quelli che avevano la massima fiducia nella mia persona e nelle mie supposte qualità morali (oltre che intellettuali etc etc insomma di cui sentivo l’affetto prima ancora che la stima) li ho visti attraversati dall’ombra del dubbio, quasi del sospetto. E mi ha fatto male.
Ho visto nei loro occhi la domanda: Ma non stai diventando anche tu come gli altri? Ma stai cercando affermazione personale o lavori per il gruppo?
Mi fa male, però li capisco.
Posso solo dire che c’è questo rischio. E anche se mi fa male, sono contento che siano così sensibili a questo
Combatto ogni giorno contro questa “tentazione”. Anzi forse certe mie espressioni, alcune incertezze, alcune mie difficoltà, (che credevo segrete al mio animo, ma evidentemente traspaiono, che non sono capace di nasconderle) vengono fuori proprio dalla mia difficoltà di conciliare la ricerca del consenso personale e poltico, con la mia ripulsa del doverlo fare. Odio questa situazione.
Io non vorrei affatto cercarlo, ma devo. Devo distribuire i miei santini, devo parlare dei contenuti democratici diretti, devo appiccicare i miei manifesti, anche se invece vorrei solo dire “mandate a quel paese tutto e non votate nessuna persona”. Non votate nemmeno la Marzoli, perchè non è Marzoli o Pino Strano che dovete votare, ma la Rete e la sua proposta di rapporto nuovo tra rappresentante e cittadino!
Per me il valore etico dei miei comportamenti, e il bisogno di coerenza sono tali che sono stato anche attraversato dal desiderio di lasciare perdere. Di liberarmi di questa tensione. Se fossi credente, questo sarebbe il momento di dire “Dio dammi la forza di continuare a confrontarmi col demonio e di non cedere”. E invece devo dire:  “Vota la Rete e vota l’anima democratica diretta. Vota me”.
Questa notte mi metterò il cilicio.
Mar 022010
 

Un altalena di emozioni. Non saprei come altrimenti definire queste ultime 48 ore. Anzi, se ci metto anche i due giorni precedenti la presentazione delle firme, direi 96 ore. E’ troppo.

Prima il conteggio delle firme. 2000…, 2500…, 3000… “ehi ma non ci arriviamo… ” , “come non ci arriviamo?”… ansia e adrenalina a fiotti…  “ma avevamo fatto i conti… ” ” Beh ma che ne so… e le firme di aprilia? ” “ah,vero!!! ma dove sono?” ” ecco adesso arrivano”…telefonate… “ehi ma posso firmare, dove vado a firmare?” ” Mi dispiace ma i moduli dai comuni sono stati ritirati…”

E poi ancora tutti a controllare, verificare, le corse di nuovo al comune per richiedere i certificati che non erano stati trovati… E poi dopo la consegna ancora altre telefonate, messaggi in chat, uno scambio continuo di email… “Ma allora il listino regionale è stato accettato, si o no?” …”Ancora non si sa”… “Come non si sa?…Ma era tutto a posto?”… “Ma certo, ma non si sa mai”… “Ehi ma il listino provinciale”… “Si l’hanno accettato!”… “Evviva dai.”…”No,NO, per ora abbiamo solo consegnato, in mano abbiamo solo la ricevuta”… ” O… ma quanto tempo ci vuole?”… ” E latina?”… ” E viterbo?”… “Si dai ecco è ufficiale, listino regionale accetattato!!!”… “Sicuri?” ” SI certo, ma è naturale no? Avevamo tutto straregolare…”…”SI ma Latina? e quanto ci vuole”… “Ma insomma la finite di mandare duemila email al minuto??” “Abbiate pazienza”… “Si… ma… e Roma?”… E via così da 48 ore.

Dentro di me però, in realtà, nel mio intimo, sotto l’adrenalina ero e sono tranquillo. So che abbiamo lavorato bene. Abbiamo ricontrollato mille volte. Siamo stati meticolosi nella verifica delle firme e dei certificati corrispondenti. Abbiamo trascritto in un foglio excell tutti i dati di ogni singolo foglio di firme… che i cancellieri al tribunale quasi ci hanno fatto i complimenti. E alle otto e mezza eravamo lì per primi. Poi sono arrivati Laura e Cristiana e Tommaso con la loro macchinetta e le scatole di firme, quasi insieme all’enorme SUV del delegato della lista Storace… è venuto da ridere a tutti per la differenza. Una macchinetta con Laura piccola e delicata (apparentemente, che Laura è una macchina da guerra…) opposta al SUV con l’uomo grande e grosso e sicuro di sè.

Si, direi l’immagine paradigmatica. Noi siamo Davide contro Golia. Una lista di semplici cittadini. Di amanti della democrazia ormai ferita e nutrita a croste di pane. Armati solo del loro entusisamo e della certezza di essere nel giusto. Contro le corazzate di mediaset e degli apparati pubblicitari e milioni di euro. E contro la inerzia del sistema e delle menti di cittadini che si sono dimenticati che sono loro i sovrani. Che non ci credono più. Noi invece ci crediamo.

E intanto Golia si è già preso una sassata a causa della presunzione di chi può tutto. Di chi è abituato a comandare, a fare e disfare le regole a proprio piacimento. Di chi va al più importante rito della democrazia con la noia di chi deve sottoporsi a una fastidiosa “formalità burocratica”.  Peggio che andare all’ufficio postale. Si. Per loro la democrazia è “burocrazia”. Mi sembra di sentirli: <<Ma insomma si dovrebbe rimandare per questo il momento della pizzetta al pomodoro? Suvvia cancellieri, tenete aperte un momento le porte che torno tra un pò. Non vedete che non c’è neanche la tv? Questo ufficio non conta nulla.>> NO. Stavolta Golia ha sbattuto il muso contro  le leggi. Capita. Qui non c’è la prescrizione. Allungare il brodo non gioca a tuo favore. Stavolta la spocchia si è bloccata contro i carabinieri. Niente liste per il PdL. Toh! La cancelleria non è una succursale di Mediaset. Esistono delle regole. E non valgono solo per i deboli.

E questo è solo il principio. Per noi è iniziata una rivoluzione che si chiama democrazia.

 

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