Ho partecipato a qualche assemblea degli indignati (ma poi quali? non è che gli indignati sono un partito o una organizzazione… attualmente sono una categoria dello spirito (cui io mi sento di appartenere) e una categoria fisica (quelli che dormono sotto le tende nelle piazze del mondo). Quegli occupanti campeggiatori, (l’ho imparato da loro), sono “l’ente locale”, da cui io oggi potrei dire di sentirmi maggiormente rappresentato. Politicamente rappresentato? In un certo senso anche.
Però, per me la democrazia è metodo.
Non ho detto che necessariamente sia sempre e soltanto la semplice maggioranza.
Potrebbe essere un volere di più. Che si misura(?) in termini di armonia o di beneessere, che uno vive.
Non ho mai avuto la sensazione che parlare di sovranità monetaria causasse una tale reazione di “non voler sentir parlare”.
Devo verificare, anche da un punto di vista formale, se possibile. Questa e altre cose, e tuttavia fino ad oggi non mi risulta.
Come non mi risulta che la questione si risolva con una semplice condanna della “violenza”. Gli indignati sono non violenti. Dire che non ci (?) piace la violenza è lapalissiano. Dire che quella era violenza pure. So dell’uso strategico che si è fatto. si fa e si può fare della forza.
Violenza può essere anche solo un punto di vista.
Dire che ci sono occasioni in cui la violenza ha un senso usarla, secondo me anche. (Conclusione inevitabile, secondo me, ovvio, e quindi da minimizzare però, non da amplificare).

Per definizione un non violento non credo cerchi condanne, ma soluzioni. Che vengono dalla compreensione. Delle ragioni degli uni e degli altri.
E’ escluso che condanni? Il giudizio ciascuno se lo da. La differenza la fanno i comportamenti.

Qui, aggiungo solo che difficilmente costruiremo democrazia senza praticarla, e che la non violenza non si fa con l’esclusione. Ma non mi pare che non violento significhi privo di  del senso del giudizio, di sentimenti, e del diritto di esprimerli .
Infine una scenetta:
Protagonista:
Gli indignatos non vogliono sentir parlare di signoraggio! Hanno rifiutato il tema!
Commentatore 1:
Può essere che quello che hanno escluso non era il tema dell’oratore, ma proprio l’oratore!”
Protagonista:
Ah, anche peggio! Si esclude la persona! Allora un giorno se viene un down, magari  lo si esclude!
Commentatore1:
Scusa, comunque mi pare strano, ma come hanno fatto ad escluderti? Ti hanno spinto via, ti hanno tolto il microfono, ti hanno urlato contro…?
Protagonista:
Si sono addormentati tutti.

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Ringrazio le mie nipoti venute da Catania per la manifestazione, che mi hanno tirato fuori dal mio guscio di delusione e tristezza personale e politica del sabato pomeriggio e mi hanno fatto ricordare che avevo voglia-bisogno di incontrare le persone, che ho sentito amiche, come compagni di strada, anzi di piazza. Anche se io in piazza ci sono stato pochissimo, in confronto agli eroi che la occupano, sento che loro sono lì anche per me. E qualcuno potrà continuare a stare lì se ci saranno molti altri che come me, pur non dormendoci, e anche partecipando poco fisicamente, è con loro. Pure con quel poco.
Non ci sono molte speranze, ma la non violenza, credo oggi sia un faro. Ma, per quel poco che ne riesco a concepire, non solo ci vuole molto rispetto, ma anche organizzazione. La non violenza di massa va pensata. alcune regole dovrebbero emergere, rapidamente condivise. Per calmare il clima.
Qualcuna l’ho sentita e mi sembra buona. Per esempio: Se si crede ci sia un rischio di scontro il corteo non deve neanche partire. Ci si siede tutti per terra in silenzio.

Sarà, un gadget, ma mi piace molto  il modo con cui si manifesta consenso verso l’interlocutore: sfarfallando roteando  le mani, invece di applaudire o gridare bene, evviva. Il consenso si vede, ma non c’è rumore e chi parla può continuare a parlare senza interrompersi, per l’applauso. Ma mi piace soprattutto perchè si mantiene il silenzio, l’ascolto. Il clamore e le grida non servono. Non sono vietate ma se stai li, e vedi capisci che c’è molta più soddisfazione nell’agitare le mani, e nel vedere quel frullare ondivago che accompagna gli interventi. Si può dire molto di più e più spesso che con gli applausi. Anche come segnale che ricorda che si sta cercando un modo nuovo di vivere e fare la politica. E poi ho sentito molte voci, che esprimevano un concetto della democrazia, così come deve essere. Democrazia diretta, dove ciascuno se vuole può prendersi la sua responsabilità nel proporre, nel dialogare e cercare il consenso, nel decidere in prima persona, e non ne è impedito dall’assurdo concetto di rappresentanza obbligatoria.

Sento che oggi la democrazia, proprio come la intendo io, sta lì.

Sta nella capacità che abbiamo anche noi che non stiamo li, fisicamente, di sentirci lì con le menti e i cuori. Non tutti possono fare gli eroi che stanno li 24 ore al giorno.  Ma ogni contributo di tempo, di presenza, di cibo, di denaro, acqua, tende, sacchi a pelo qualsiasi cosa sia necessaria, anche piccola che saremo in grado di dare può fare la differenza.

Non so dove arriveranno. Non so dove arriveremo. Ma per la prima volta in tanti anni ho sentito che la democrazia diretta non era più solo un desiderio. E’ lì. Praticata e non predicata.  Teniamo accesa quella luce; ogni giorno in più è un passo avanti per la democrazia

 

 

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Un testo scritto a più mani sugli strumenti della democrazia diretta. Cosa sono, perché dovremmo averli, esperienze di utilizzo e suggerimenti per la loro realizzazione.

Gli autori sono alcuni fra le figure più riconosciute del movimento per la democrazia diretta, sia dal punto di vista teorico che pratico: Bruno Aprile, Thomas Benedikter, Roberto Brambilla. Paolo Michelotto. Dario Rinco e, immodestamente anche io, Pino Strano.

Il sottotitolo recita:  ”Guida sulla democrazia diretta per cittadini attivi e consapevoli“.

Forse come nella “Guida galattica per autostoppisti” Avremmo dovuto scriverci “”Non fatevi prendere dal panico”.

Per ora comunque non è stato stampato, come avremmo voluto, in tempo per la “Settimana della democrazia diretta”. In ogni caso sarà sempre disponibile la versione digitale che potete scaricare anche dal mio blog.

 

 

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Essendo sincero, dico: ho amato D. e ancora, ma il tempo che sorride ai sogni non perdona le parole non dette. Eppure, dire tutto è lecito, e questo rende l’anima libera dall’oblio. Quindi, ecco la mia confessione. Ho amato.

M.T.(1)

 

(1)Un mio caro amico ha messo questa sua … lirica come “feed del messaggio di umore” di skype. Non trovo aggettivi. Voglio condividerla non solo su facebook.


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Calendario della settimana nazionale della Democrazia Diretta
Data Ora Luogo Organizzatore Relatore
22-mag 14:15 Firenze Brambilla Roberto T. Benedikter/P. Michelotto
Fortezza da basso
23-mag 20:30 Trento Michelotto Paolo Paolo Michelotto
Sala Tromba v. Cavour 27
24-mag 18:30 Ginevra T. Grassi/E. Banfi A. Gross/L. Zaquini
Università Uni Mail salle R070 Bd. Du Pont-d’Arve 40
24-mag 20:30 Sesto San Giovanni (Milano) Rinco Dario B. Aprile/D. Rinco
biblioteca civica v. Dante 6
27-mag 21:00 Alessandria Dell’Alba Franco B. Aprile/D. Rinco
sala “taglierina del pelo” circoscrizione Europista, v. Wagner 38
27-mag 20:30 Mira (Venezia) Minotto Vilma Paolo Michelotto
biblioteca Oriago, v. Venezia 172
28-mag 18:00 Cesena (Forlì-Cesena) Valentina Fabbri B. Aprile/D. Rinco
Magazzino Parallelo, v. Genova 70/84 (ex Mercato Ortofrutticolo) Festa del Riciclo 2011
28-mag 17:00 Formia (Latina) Nocella Giovanni Pino Strano
Sala archivio storico del comune, v. Lavanga 140
29-mag 15:30 Gravere, (Torino) Chirico Lorenzo B. Aprile/D. Rinco
Salone polivalente v. Roma 3 Borgata Refornetto
30-mag 20:00 Modena Grotti Gabriele B. Aprile/P. Michelotto
Sala conferenze Giacomo Ulivi v. Ciro Menotti 137
31-mag Chatillon (Aosta) Aostaviva T. Benedikter/R. Louvin
31-mag 20:00 Marsala (Trapani) Cassini Giuseppina B. Aprile/D. Rinco
Pinacoteca Comunale P.zza Carmine
01-giu 21:00 Albignasego (Padova) Ronchitelli Remo Dario Rinco
sala don Milani v. Marconi 44
01-giu 17:00 Roma Pino Strano, Sergio Mazzanti Pino Strano
Sala riunioni del Senato, Palazzo ex Bologna, via di Santa Chiara
01-giu 18:00 Vicenza Zancan/Macripo’ Thomas Benedikter
Patronato Leone XIII, Via Vittorio Veneto, 1
03-giu 21:00 Concorezzo Brambilla Roberto Dario Rinco
Centro civico p.zza Falcone/Borsellino
03-giu 20:30 Rovereto (Trento) Michelotto Paolo Paolo Michelotto
centro civico Brione, Via S. Pellico 16

 

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