Feb 052012
 

Il governo dell’ipnotista Monti procede. Il suo arrivo era stato salutato quasi positivamente persino da numerose voci dei movimenti di base , perché liberatorio dal regime di Berlusconi. Ancora una volta l’attenzione concentrata sulla persona e non sulle politiche e ancor meno sui metodi, ha annebbiato la vista.

Prima di Monti era chiaro che questa classe politica dominante era alla frutta. Ancor più della loro concrete scelte politiche si disprezzava il loro atteggiamento di protervia, di abuso di potere, il distacco totale dai bisogni dei cittadini.

Paradossalmente questo distacco invece di condurre a una profonda modifica del rapporto tra rappresentanti e cittadini ha condotto a sancirne la totale separazione: il governo dei tecnici. Non eletti da nessuno e al supposto servizio di interessi collettivi superiori, la cui opera è però valutata non dai cittadini ma dai “mercati”. Non c’è bisogno di essere complottisti per capire chi guida questo governo, quando la misura di ciò che fa è dichiaratamente l’andamento dello spread e della borsa.

Ma Monti e i padroni della finanza mondiale fanno il loro mestiere. Quello che mi preoccupa è l’incapacità del movimento di produrre una strategia che possa contrastare oggi e superare in prospettiva le radici del male. Perché, purtroppo, pochi le hanno correttamente individuate. Continue reading »

Nov 012011
 

Ecco il testo della email inviata a milioni di iscritti e simpatizzanti del più grande gruppo di democratici on line diffuso negli Stati Uniti e nel mondo.

Dear MoveOn member,
The big Wall Street banks crashed our economy, refused to clean up the mess, and still haven’t been held accountable.

Now the Occupy movement has inspired people everywhere to take action in protest and a lot of us have realized there’s something we can do to fight back: close our accounts and move our money out of the big Wall Street banks and into community banks and credit unions.

This week, in the lead-up to the November 5 Make Wall Street Pay day of action targeting the giant banks, we’ve set up a new “Move Your Money Pledge.” Our goal is to get as many people as possible pledging to close their accounts with the big banks.

Are you ready to show the Wall Street banks that we’re going to hold them accountable ourselves? If you’re ready to stop banking with Wall Street—or if you already have—click here to sign the Move Your Money pledge:

Yes, I want to sign the Move Your Money pledge.

By signing the pledge you’ll be able to turn your private choice as a bank customer into a powerful public display of outrage and protest by joining tens of thousands of others who are ready to switch banks and close accounts.

We have resources available to help you find a new bank and a guide for how to go through the process of closing an account. Whether it’s a spare credit card, a savings account, or your personal checking, every account counts.

If we can get a huge number of accounts closed at the major banks we’ll certainly impact their bottom line, but we’ll also do something even more powerful—we’ll send them a very clear message that the public’s outrage is only growing stronger and that we’re not going to let them off the hook for the damage they’ve done to our economy.

Can you sign the pledge and close an account?

Yes, I’ll sign the pledge.

Thanks for all you do.

–Daniel, Elena, Robin, Stefanie, and the rest of the team

MoveOn sta lanciando questa campagna sull’onda del movimento che ha portato all’occupazione di Wall Street. Mi chiedo se si rendano conto che con il meccanismo della riserva frazionaria, ciò, oltre ad avere un effetto dimostrativo, potrebbe avere effetti pratici devastanti, visto che le banche potrebbero avere effettivamente serie difficoltà a restituire il denaro richiesto. Già si sono avuti alcuni episodi isolati, nei quali alcuni gruppi organizzati di cittadini che chiedevano la chiusura del proprio conto bancario, sono stati addirittura portati via dalla banca a forza dalla polizia… se l’iniziativa avrà successo potrebbe mettere seriamente in crisi il sistema bancario americano…

 Posted by at 03:39
Ott 182011
 

Ringrazio le mie nipoti venute da Catania per la manifestazione, che mi hanno tirato fuori dal mio guscio di delusione e tristezza personale e politica del sabato pomeriggio e mi hanno fatto ricordare che avevo voglia-bisogno di incontrare le persone, che ho sentito amiche, come compagni di strada, anzi di piazza. Anche se io in piazza ci sono stato pochissimo, in confronto agli eroi che la occupano, sento che loro sono lì anche per me. E qualcuno potrà continuare a stare lì se ci saranno molti altri che come me, pur non dormendoci, e anche partecipando poco fisicamente, è con loro. Pure con quel poco. Continue reading »

Ott 152011
 

Sono arrivato la mattina alle 12 a san giovanni, destinazione del corteo che nel pomeriggio sarebbe partito da piazza repubblica.
Mi ha accolto un grande striscione con scritto “Lasciate ogni partito o voi che entrate“. Un po esagerato forse, ma simpatico. Trovo un centinaio di “indignati”, e mi sento subito un po’ come a casa mia. C’è un aria tutto sommato determinata ma non aggressiva. Sulle cancellate una serie di altri striscioni inneggiano alla democrazia, la democrazia diretta, contro la casta, contro la manovra e il debito pubblico accollato ai sudditi. Qualcuno altro arrivando appende altri manifesti e altri striscioni più o meno sullo stesso tenore e tutti senza simboli. Benchè io faccia parte di una organizzazione politica col suo simbolo, e nonostante che come scopo abbiamo quello di far riprendere ai cittadini la sovranità che è loro e non arrogarci la rappresentanza di alcuno, noi abbiamo fatto insieme a rete dei cittadini uno sriscione senza simboli, con scritto “voi non ci rappresentate, ora tocca a Noi“. Insieme ad altri amici dispiegamo lo striscione e lo appendiamo. Lo striscione viene generalmente apprezzato e il feeling è palpabile. Non avevo dubbi, ma la verifica è sempre importante. Si discute un pò sul fatto che non si vogliono bandiere di partito, io sostengo che forse l’accento va messo sul fatto che il loro aspetto negativo non è nell’essere partito, ma nell’essere macchine che raccolgono il consenso a vantaggio di pochi. Alle 13 e 15 il gruppetto di amici DD e di RETE DEI CITTADINI, e anche alcuni del Partito del Sud decidiamo di andare a piazza repubblica per fare il corteo.

Ci raggiungono anche altri amici e così non siamo più proprio quattro gatti. La piazza è piena di striscioni e bandiere di gruppi politici. Così anche noi tiriamo fuori lo striscione dei DD e di RDC. Ma sento che siamo quasi dei pesci fuor d’acqua. Il nostro striscione dice : “Democratici Diretti – ogni cittadino un membro del parlamento”. Noi portiamo il discorso della democrazia e della partecipazione diretta al governo, siamo pacifici ma attorno era un prevalere di slogan ritriti sulla lotta di classe di chi gridava o amplificava più forte. Noi avevamo solo le nostre voci.  Così ci sistemiamo dietro a quelli dell’USB l’unione sindacati base. La piazza si riempie ma non si parte mai.  Poi dopo una lunga attesa ci si comincia a muovere. C’è molta gente e quindi quando noi ci muoviamo, presumibilmente la testa del corteo è già a metà del percorso. Dopo un centinaio di metri non siamo ancora usciti dalla piazza che ci si blocca di nuovo. Molti si chiedono perchè. Dietro di noi un deficiente con uno dei tanti camion con amplificazione ci stringe. Mi viene volgia di rgliene quattro. Qualcuno suggerisce di scorrere sui bordi e andare davanti, ma secondo me il corteo è bloccato perchè ci sono dei casini. Come si sa, avevo ragione.
cmq decidiamo di provare, fatte alcune decine di metri è chiaro che il corteo non si muove proprio. Cerchiamo una fetta di corteo nel quale inserirci e aspettare. La troviamo. Poco dopo una del gruppo dietro a noi dice che dobbiamo rispettare “l’ordine stabilito per le posizioni nel corteo”. Mi chiedo stabilito da chi? comunque non ce ne importa poi molto e passano, dietro di loro ci stanno dei black bloc, o almeno sembrano tali. Inquadrati, tutti vestiti di nero, in cordoni e con cintura esterna di bandiere con aste corte alias bastoni, passamontagna, o kefia o altre cose per coprire la faccia. Si capisce anche dalla loro tensione che non sono lì per dire che la democrazia è di tutti. Più o meno gentilmente ci passano davanti anche loro. Se anche la maggioranza di quelli attorno non fosse d’accordo con quel tipo di presenza nessuno sarebbe realmente in grado di impedirla. La stragrande maggioranza è lì, per se stessa, e vaga disorganizzata, da un punto all’altro. I gruppi organizzati hanno chiaramente l’egemonia della situazione. Noi, DD organizzati per altro molto male, non siamo assolutamente in grado di marcare una presenza diversa. L’area dei dd si è spalmata su troppi fronti, san giovanni, piazza repubblica, pzza del popolo, dispersa nel corteo senza neanche riuscire a contattarci… Ho ricevuto le telefonate di diversi che ci chiedevano dove eravamo e non siamo neanche riusciti a metterci in contatto visivo.
Io mi sento ancor più un corpo estraneo. Non ho più voglia di partecipare a quel corteo. C’è molta gente ma l’egemonia del corteo è dei soliti gruppi antagonisti la cui prospettiva offerta per il futuro, se esiste, non la capisco. E quel poco che capisco non mi piace. Gruppi importanti come i precari della scuola, anche loro schiacciati e ridotti in un angolino del corteo. Ma come? Non dovrebbero essere loro i soggetti primi? Lo stesso per i sindacati di base, presenti in gran numero, ma in fondo messi ai margini del corteo. Dopo saprò che si sono quasi scontrati con i black bloc. Per un pò stiamo con loro, ma il nostro spezzone di corteo non riesce neanche a partire. E’ chiaro che questa manifestazione è diventata la manifestazione di quelli che volevano fare casini, e più o meno consapevolmente il risultato è stato zittire le altre forme di opposizione non caratterizzate per essere communiste, anzi e specialmente quelle non ideologicamente connotate nè a destra nè a sinistra. Ora certamente pzza san giovanni sarà sgomberata anche dagli indignati. Il nuovo, oggi, ha perso  un occasione.
Questo dovrebbe insegnare al vero movimento alternativo (alternativo ai vecchi e nuovi prepotenti, ai vecchi e nuovi ideologismi, ai vecchi e nuovi prevaricatori del diritto ad autogovernarsi) che questi obiettivi non possono essere raggiunti senza organizzazione e coordinamento efficace. La democrazia non la puoi fare col solo spontaneismo, nè restando divisi e separati in tanti spezzoni (nel corteo, come nell’azione quotidiana).
Speriamo di imparare in fretta.

 

 Posted by at 21:13
Mag 262011
 

Un testo scritto a più mani sugli strumenti della democrazia diretta. Cosa sono, perché dovremmo averli, esperienze di utilizzo e suggerimenti per la loro realizzazione.

Gli autori sono alcuni fra le figure più riconosciute del movimento per la democrazia diretta, sia dal punto di vista teorico che pratico: Bruno Aprile, Thomas Benedikter, Roberto Brambilla. Paolo Michelotto. Dario Rinco e, immodestamente anche io, Pino Strano.

Il sottotitolo recita:  “Guida sulla democrazia diretta per cittadini attivi e consapevoli“.

Forse come nella “Guida galattica per autostoppisti” Avremmo dovuto scriverci “”Non fatevi prendere dal panico”.

Per ora comunque non è stato stampato, come avremmo voluto, in tempo per la “Settimana della democrazia diretta”. In ogni caso sarà sempre disponibile la versione digitale che potete scaricare anche dal mio blog.

 

 

 

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