pino

Mag 272011
 

Riprendo il tema del rapporto tra Democrazia, Democrazia Diretta e Democrazia Rappresentativa.

Ripeto: ” la democrazia diretta è “semplicemente” un sistema democratico che tende costantemente a superare e/o ridurre al minimo, gli ostacoli per l’esercizio sempre più esteso della sovranità da parte di ogni singolo cittadino; migliorando gli strumenti, i livelli di consapevolezza, e in generale le condizioni che ne permettono, appunto, la pratica concreta“.

In questo senso la democrazia viene interpretata come una direzione verso la quale dirigersi costantemente. La democrazia diretta è l’aspetto dinamico della democrazia. A fronte del concetto generale, e perciò in qualche misura statico, di democrazia.
Si potrebbe dire, “essere democratici diretti è essere diretti verso la democrazia”.

C’è in questo modo di concepire la democrazia un idea di progressività, di ricerca di migliore approssimazione, che viene ben sintetizzato dallo slogan “più democrazia!” genialmente inventato dai democratici diretti tedeschi. (meher demokratie!).  En passant merita dire che Meher Demokratie ha poi sofferto i colpi di una strategia che apparentemente poteva portare a risultati in tempi più rapidi(*), ma che non faceva i conti con le resistenze profonde che il sistema oppone quando si tratta veramente di dare potere al popolo. Ma lo slogan è magnifico.

Il movimento democratico diretto italiano è nella fase dei “comuni”. Sa un pò di medievale, ma un pò è proprio così. Sì, trovo eccessiva l’enfasi sulla strategia del “prima-nei-municipi, poi-alle-provincie, poi -alle-regioni, poi-alla-nazione”. Io non so quali siano le vie migliori. Ne vedo alcune, ma certamente ne devono agire molte. L’evoluzione di una rivoluzione non è mai lineare, e volere la democrazia in Italia, attualmente, è rivoluzionario.

Dovremmo chiedere aiuto agli stati democratici. … Ma non è che ne veda molti in giro.

La questione che deve essere molto chiara è che se la democrazia perfetta non esiste, esiste tuttavia la non-democrazia. Che si distingue dalla democrazia per il fatto che esiste, o non esiste, almeno UN modo attraverso il quale i cittadini possono esercitare la loro sovranità senza obbligo di delega.

Per questo il sistema delle istituzioni politiche italiano non è, direi proprio tecnicamente, una democrazia.
Dobbiamo ancora conquistarci la democrazia, questo è il primo problema. La democrazia vera può affermare i valori della legalità e della giustizia. E tuttavia questo risultato non è scontato.

Ma senza democrazia la legalità può essere ingiusta fino ad essere mortale. Qualunque altro sistema che non responsabilizzi equalmente ogni individuo nelle scelte collettive, più o meno rapidamente si traduce in maggiori possibilità di realizzare un sistema autoritario.

Quindi primo obbiettivo assoluto tra le (poche) modifiche cosituzionali necessarie, è avere <quell’almeno UN modo> che ci possa far dire che la nostra è una democrazia. L’introduzione del referendum deliberativo senza quorum. Allora potremo cominciare a parlare di migliorare la democrazia. Per ora dobbiamo conquistarla.

 

(*) Agivano cercando di creare un movimento di opinione trasversale che facesse pressione sui propri rappresentanti per ottenere le riforme costituzionali democratiche.

Mag 262011
 

Un testo scritto a più mani sugli strumenti della democrazia diretta. Cosa sono, perché dovremmo averli, esperienze di utilizzo e suggerimenti per la loro realizzazione.

Gli autori sono alcuni fra le figure più riconosciute del movimento per la democrazia diretta, sia dal punto di vista teorico che pratico: Bruno Aprile, Thomas Benedikter, Roberto Brambilla. Paolo Michelotto. Dario Rinco e, immodestamente anche io, Pino Strano.

Il sottotitolo recita:  “Guida sulla democrazia diretta per cittadini attivi e consapevoli“.

Forse come nella “Guida galattica per autostoppisti” Avremmo dovuto scriverci “”Non fatevi prendere dal panico”.

Per ora comunque non è stato stampato, come avremmo voluto, in tempo per la “Settimana della democrazia diretta”. In ogni caso sarà sempre disponibile la versione digitale che potete scaricare anche dal mio blog.

 

 

Mag 252011
 

Essendo sincero, dico: ho amato D. e ancora, ma il tempo che sorride ai sogni non perdona le parole non dette. Eppure, dire tutto è lecito, e questo rende l’anima libera dall’oblio. Quindi, ecco la mia confessione. Ho amato.

M.T.(1)

 

(1)Un mio caro amico ha messo questa sua … lirica come “feed del messaggio di umore” di skype. Non trovo aggettivi. Voglio condividerla non solo su facebook.


 Posted by at 23:53
Mag 212011
 

Calendario della settimana nazionale della Democrazia Diretta
Data Ora Luogo Organizzatore Relatore
22-mag 14:15 Firenze Brambilla Roberto T. Benedikter/P. Michelotto
Fortezza da basso
23-mag 20:30 Trento Michelotto Paolo Paolo Michelotto
Sala Tromba v. Cavour 27
24-mag 18:30 Ginevra T. Grassi/E. Banfi A. Gross/L. Zaquini
Università Uni Mail salle R070 Bd. Du Pont-d’Arve 40
24-mag 20:30 Sesto San Giovanni (Milano) Rinco Dario B. Aprile/D. Rinco
biblioteca civica v. Dante 6
27-mag 21:00 Alessandria Dell’Alba Franco B. Aprile/D. Rinco
sala “taglierina del pelo” circoscrizione Europista, v. Wagner 38
27-mag 20:30 Mira (Venezia) Minotto Vilma Paolo Michelotto
biblioteca Oriago, v. Venezia 172
28-mag 18:00 Cesena (Forlì-Cesena) Valentina Fabbri B. Aprile/D. Rinco
Magazzino Parallelo, v. Genova 70/84 (ex Mercato Ortofrutticolo) Festa del Riciclo 2011
28-mag 17:00 Formia (Latina) Nocella Giovanni Pino Strano
Sala archivio storico del comune, v. Lavanga 140
29-mag 15:30 Gravere, (Torino) Chirico Lorenzo B. Aprile/D. Rinco
Salone polivalente v. Roma 3 Borgata Refornetto
30-mag 20:00 Modena Grotti Gabriele B. Aprile/P. Michelotto
Sala conferenze Giacomo Ulivi v. Ciro Menotti 137
31-mag Chatillon (Aosta) Aostaviva T. Benedikter/R. Louvin
31-mag 20:00 Marsala (Trapani) Cassini Giuseppina B. Aprile/D. Rinco
Pinacoteca Comunale P.zza Carmine
01-giu 21:00 Albignasego (Padova) Ronchitelli Remo Dario Rinco
sala don Milani v. Marconi 44
01-giu 17:00 Roma Pino Strano, Sergio Mazzanti Pino Strano
Sala riunioni del Senato, Palazzo ex Bologna, via di Santa Chiara
01-giu 18:00 Vicenza Zancan/Macripo’ Thomas Benedikter
Patronato Leone XIII, Via Vittorio Veneto, 1
03-giu 21:00 Concorezzo Brambilla Roberto Dario Rinco
Centro civico p.zza Falcone/Borsellino
03-giu 20:30 Rovereto (Trento) Michelotto Paolo Paolo Michelotto
centro civico Brione, Via S. Pellico 16

 

Mag 142011
 

 

Sapete?… quando da piccoli, si fa qualcosa di simile a “chi vuole giocare con me metta il dito qui sotto!”?

Ecco la sensazione che ho è questa.

Chi fa quel tipo di appello corre vari rischi.

Il rifiuto di un mano con nessun dito. Nessuno che vuole giocare con te, sentirsi di non contare, delusione per la speranza svanita.

La superbia.

Il desiderio di affermazione, che annebbia la meta. Vuoi giocare o ti interessa solo mostrare o vedere se ci sono quelli che mettono il dito sotto?

Però se nessuno lo fa,  se nessuno è in grado di attirare molte dita, qui si rischia di non giocare mai.

Ma non ci sono altri metodi?  Solo quello della mano che si alza a palmo verso?

Ok. Non è una cattura di dita.

Ma se come politici, come cittadini politici, fossimo capaci di non ragionare più con i vecchi schemi mentali…

Qui si tratta di reinventare la democrazia.

Uscire fuori dallo schema mentale che ci costringe a vedere la politica come qualcosa di cui si occupano pochi.
E anche dallo schema mentale
che l’alternativa sarebbe essere tutti dei politici.
Non è così. Non è questo.

Io, almeno un’alternativa la vedo.
Una struttura ad albero di deleghe reciproche.

Consentirebbe a tutti di esserci o non esserci senza particolari formalità.
Se l’albero personale è modificabile in “ogni” momento, ciò determinerebbe un alto livello di rappresentatività anche con numeri di  presenza “diretta” piuttosto bassi.

Invece di avere un  delegato fisso per cinque anni e con un sacco di potere discrezionale rispetto a chi lo ha eletto, ne potrei  avere mille.
Tra loro in relazione gerarchica, direi piramidale. In cima alla piramide ci sta ognuno di noi. Ognuno controllando la gerarchia dei propri delegati.
Ecco, perché ha proprio senso la piramide rovesciata.

Qualcuno dice che verrà da sè. Non credo. Non c’è ancora sufficiente consapevolezza, e quando ci sarà  i cambiamenti saranno possibili. Ma non è indifferente il nostro singolo ruolo. Non alzerò la mano a palmo verso, ma invece, comincerò a giocare. Chi vuole giocherà anche lui.

 

 

 

Please log in to vote

You need to log in to vote. If you already had an account, you may log in here

Alternatively, if you do not have an account yet you can create one here.