set 062014
 

Al livello politico delle nostre istituzioni (da quelle locali a quelle generali più o meno istituzionali), la vera democrazia (la democrazia diretta) è impraticabile, oggi.
Si può lottare per cercare di limitare i danni, ma non molto di più.

Però si può pensare di praticare la democrazia vera dentro una organizzazione che vuole il recupero di tutte le sovranità, e quindi la autodeterminazione, la fine della schiavitù, e quindi un giorno una vera democrazia anche per l’autogoverno delle varie comunità  di cui siamo membri.
Si può o no?
Se si può, allora  io posso fare attività “politica”.
Altrimenti preferisco fare altre cose.

lug 242014
 

Per quanto io tifi per i separatisti dell’est Ucraina, anzi, …, no. Proprio perchè tifo per i separatisti dell’est verso l’Ucraina, per lo stesso motivo, io tifavo per l’Ucraina che voleva staccarsi dalla Russia e aderire all’Europa.
Ma in entrambi i casi si tratta di uno scontro di bande di oligarchi. All’interno dello scontro tra oligarchi russi e banksters europei.
Perchè tifare allora?
Perchè tifo perchè le volontà dei popoli siano rispettate. Anche se invece sono strumentalizzate e estremizzate.

Poi alla fine le diverse bande troveranno un accordo. O se ne formeranno altre. E altro potere verrà centralizzato diversamente.
Da questi scontri tra bande ci si potrebbe salvare se si applicasse la tanto sbandierata democrazia, dove i popoli sono i sovrani. E intendo quelli che comandano, queli che decidono magari con un referendum (in un clima responsabile come deve essere nel caso della gravità di tale scelta) e tutti rispettano il risultato.
Ma questa appunto è democrazia.
Il resto è scontro di bande anche in stile conflitto a fuoco a dimensioni di guerra.
Il mio dubbio riguarda fino a che ampiezza si pensa convenga arrivare. Secondo me la classe dirigente di questi delinquenti (non sempre rappresentato dai politici in carica) temo sia complessivamente anche sufficientemente stupida da non fermarsi in tempo, prima di far acquisire a questo conflitto a fuoco le dimensioni di tragedia globale. (e questo a una parte dei delinquenti conviene ed è stimolato da loro)
Se non si stabilisce che sono i popoli gli unici che posso trovare una soluzione soddisfacente per i banksters e gli oligarchi.
In fondo uccidere la gallina che ti da le uova, è veramente più conveniente di rinunciare, momentaneamente a un uovo per avere due galline che darebbero poi due uova?
In attesa. Ma non troppo. Qualcuno pensa che si può uccidere la gallina propria e del nemico, se pensi di essere l’unico che rimarrà con delle uova…

 Posted by at 23:28
giu 072014
 

La democrazia diretta è solo un metodo. È il metodo con cui occorre fare le cose. Ma il punto è che non abbiamo il diritto di decidere. Quindi dobbiamo conquistarci il potere, la sovranità sulle cose comuni più importanti. E la prima cosa da fare è riprenderci la sovranità monetaria. Da gestire con il metodo della democrazia diretta.

Fatemi sognare:
1. sovranità monetaria. Istituzione della Banca Centrale di Garanzia delle cambiali sociali.
Soci: tutti i cittadini di nazionalità italiana.

2. sovranità politica. Istituzione della Camera Unica dei Deputati  all’ attività legislativa.
Membri: tutti i cittadini di nazionalità italiana in grado di esercitare il potere di voto, proposta, parola, attuazione, verifica (deliberativo, propositivo, di espressione, esecutivo, controllo) con uno qualsiasi degli strumenti che saranno utilizzati.

3. tutte le sovranità che si esercitano sui beni comuni e che sostengono la vita
Membri: (io oso dire) tutti gli esseri viventi nel territorio italiano, in grado di esercitare il potere di voto, proposta, parola, attuazione, verifica (deliberativo, propositivo, di espressione, esecutivo, controllo) con uno qualsiasi degli strumenti che saranno ritenuti validi dalla Camera dei Deputati e validamente utilizzati.

4. sovranità territoriale (in finale ma non ultimo). Il federalismo territoriale, o meglio l’identificazione del territorio di esercizio della propria sovranità è sottoposto a referendum tra tutti gli abitanti di quel territorio. Il territorio può essere arbitrariamente definito (a meno di certe astratte caratteristiche topologiche).
Il referendum ha per oggetto il “recupero della sovranità territorile per il territorio denominato: xxxxxx ” con il disconoscimento della Camera dei Deputati del territorio che contiene la eventuale nuova entità territoriale.
Oppure ha per oggetto “Cessione di Sovranità a favore del terriotorio denominato: yyyyyy ” con il riconoscimento” della Camera dei Deputati del territorio che conterrà la vecchia identità territoriale.

 Posted by at 02:10
feb 232013
 

L’ottimo Byoblu, pubblica un post di Fabrizio Li Vigni di analisi critica delle critiche fatte al M5S; chi vuole se lo legga pure tutto qui.

A me colpisce soprattutto la “quarta” critica che riporto in coda integralmente perché è un bel campionario di sofismi.

Cosa dice l’autore in questa difesa critica di Grillo, che di ‘critica’ ha solo la riproposizione del termine per una dozzina di volte. Esaminiamolo bene.

L’autore fa riferimento al caso Tavolazzi e Favia introducendolo con un “SE”. “Se si riferisce al caso Tavolazzi….ecc” Poi dimentica di descrivere le altre possibilità nel caso non ci si riferisca a quel “SE”.. No, caro Fabrizio Li Vigni, non ci si riferisce al solo caso Tavolazzi & c. E dove stanno, quindi, le altre tue risposte? Non ci stanno. Su questo la analisi “critica” si riduce al SOLO caso Tavolazzi & c.
Invece, tra le altre cose:
– Ci si riferisce anche alle numerose cancellazioni in più occasioni nel tempo dei risultati delle prima sbandierate opportunità per i grillini di definire gli obbiettivi politici via web e poi invece, appunto, cancellate d’imperio da Grillo-Casaleggio. Firenze, Milano ecc. insegnano.
– Ci si riferisce al fatto che anche la regola del non presentarsi in tv, come altre, è stata definita solo da lui e quindi comunicata al volgo.
– Ci si riferisce a tutto il NON-statuto chè stato definito solo da lui, e nessuno sa come e, soprattutto, se questo statuto possa essere modificato. Anzi si sa. Solo lui può modificarlo.
– Ci si riferisce al fatto che il simbolo del Movimento appartiene solo a Grillo-Casaleggio e i membri non hanno alcun potere decisionale circa il suo uso o non uso.
-Ci si riferisce al fatto che anche nel caso dell’espulsione di Tavolazzi & c. solo lui ha deciso questo e nessuna consultazione c’è stata tra i membri del M5S.

Il massimo dello strabismo si raggiunge quando scrive che “Da che mondo è mondo, poi, la democrazia non è l’anarchia, ma è lo stabilimento (collegiale o meno) di una serie di regole.”

Ma che dici?
Allora non avrebbe alcuna importanza che TIPO di regole stabilisci??
Questo non è strabismo: è cecità.
Se la regola fosse: “art.1 Il capo ha ragione. art.2 Il capo ha sempre ragione. art.3: Nel lontano caso in cui il capo non avesse ragione entrano in vigore immediatamente l’art. 1 e l’art.2″. Ti sembra che questa sarebbe una regola democratica? QUALI REGOLE costruisci ha MOLTA importanza.
In democrazia la PRIMA regola è che la sovranità appartiene al popolo. Solo in questo caso si può parlare di democrazia e di “uno vale uno”. Ti sembra questo il caso di Grillo-Casaleggio-M5S???

Poi ammette: “Si può contestare certo che quelle regole siano state scelte da due sole persone, ma vien da dire: primo, senza un progenitore non c’è un figlio;”
Ma che graziosa metafora degna del miglior De Lapalisse. Il punto è: che tipo di genitore sei e che tipo di figlio vuoi! Un genitore che vuole un figlio democratico non lavora per costruire una specie di dittatura. Ma costruisce regole che permettano la vita della democrazia, non il suo soffocamento.
E’ vero. SE non c’è democrazia non la puoi costruire con un metodo che sia pienamente e formalmente democratico. E’ ovvio. Se inizialmente non hai democrazia devi basarti su qualcos’altro.
Ma non sarebbe stato meglio usare un metodo comunque collegiale? Anzi, inizialmente, ERA così! Poi solo il leader (illuminato?) ha deciso.
E tuttavia un leader che lavora per la democrazia diretta, non lavora per rendersi padrone unico e indispensabile, ma lavora piuttosto per rendersi inutile. E’ questo, che soprattutto mi preoccupa.

E infine scrive: “secondo, a chi non sta bene che il M5S sia stato creato da Grillo e Casaleggio, non rimane che crearsi il proprio movimento o semplicemente non partecipare a questo.”
No, caro Li Vigni. Non è quello che non sta bene.
Intanto non è vero che sia stato creato da loro. Anzi prima, Grillo ripeteva all’infinito che il movimento era stato creato dai cittadini. Con lui come riferimento, ma non da lui. All’inizio ogni meetup era creato, da singoli cittadini che, a proprio pagamento aprivano uno spazio ‘fan’ di beppe grillo. E non è che un fan club appartiene all’oggetto del fanatismo. Lui era il leader carismatico. Vero, senza di lui non ci sarebbe stato. Ma non l’ha creato lui.
Lui (con Casaleggio) ha piano piano trasformato il ruolo di leader carismatico nel ruolo di padre padrone del movimento. Poi, certo, se a uno non piaceva poteva sempre andarsene.
Questa sarebbe l’opzione democratica: o accetti i dikat o puoi sempre andartene. Fantastico. Meno male, grazie che posso.
E infatti io me ne sono andato (già nel lontano 2009). Ma, a casa mia, in un movimento dove “uno vale uno”, se c’è qualcosa che non mi piace, prima posso discuterne, proporre soluzioni diverse, votare e poi, se la maggioranza decide in maniera per me proprio inaccettabile, allora me ne vado.
Dove sta questo nel M5S??

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Estratto dall’articolo in questione:

Quarta critica: il M5S è gestito da Grillo e Casaleggio e la tanto sbandierata democrazia dell’“uno vale uno” non è reale.

Se ci si riferisce al caso di Giovanni Favia e Valentino Tavolazzi, bisogna riflettere su un’ovvietà che in pochissimi hanno rilevato. Se io mi iscrivo a un movimento, un gruppo o un’associazione, diciamo Greenpeace, ne sottoscrivo lo statuto. Quest’ultimo contiene delle regole. Se non le rispetto, o vengo trovato ad appiccare fuoco alle foreste, vengo espulso. È una questione di rispetto nei confronti di coloro che restano: se mi mantenesse dentro, Greenpeace ci perderebbe in termini di credibilità vis-à-vis degli altri membri. Da che mondo è mondo, poi, la democrazia non è l’anarchia, ma è lo stabilimento (collegiale o meno) di una serie di regole. Tavolazzi e Favia volevano estendere il tetto massimo di due legislature posto da Grillo e Casaleggio (infatti Favia, giunto a due legislature, si sta ricandidando per la terza con Rivoluzione Civile). Espellerli perché non condividono questo precetto essenziale non è anti-democratico, significa evitare che il M5S si perverta e diventi qualcosa d’altro. Se i due attivisti “eretici” fossero riusciti nel loro intento, avrei votato altrimenti. secondo, a chi non sta bene che il M5S sia stato creato da Grillo e Casaleggio, non rimane che crearsi il proprio movimento o semplicemente non partecipare a questo.

 

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